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Uniti per salvare una città. Gli eroi di Sant’Agata Militello

Sant’Agata Militello – La città salva dagli incendi grazie al tempestivo e  prezioso intervento del comandante dei vigili urbani  Vincenzo Masetta, dell’agente Vincenzo Faranda, del dipendente comunale Nino Virzi, dei volontari della protezione civile, degli 11 vigili del corpo municipale, carabinieri ed agenti di polizia.

A Sant’Agata Militello hanno fronteggiato da soli tutte le emergenze sin dalle prime ore dell’infernale mattinata di ieri. Non hanno esitato a gettarsi tra le fiamme per mettere in salvo gli abitanti e gli anziani delle zone più a rischio, specie in contrada Apesana e San Leo. Si sono introdotti  scortati dalle forze dell’ordine  in autostrada , altezza Apesana- San Leo, per domare le fiamme. Indomiti hanno lottato contro il fuoco alimentato dal forte scirocco impedendone il divampare all’interno delle abitazioni. Da contrada San Giuseppe, a località Carbone, Ponte Rosmarino, Minà, Pilato, Astasi, San Leo, Ireta, con l’ausilio dell’autobotte comunale sono riusciti ad estinguere i roghi, solo nel tardo pomeriggio, infatti,  è arrivato da Catania un canadair che ha effettuato 7 lanci su contrada San Leo.

I vigili del fuoco impegnati in altri roghi hanno contribuito allo spegnimento del focolaio che ha completamente distrutto l’esterno del cantiere nautico di Ponte Rosmarino, circa 30 barche e completamente ridotto in cenere 10 stampi per la costruzione delle imbarcazioni. Inceneriti decine di ettari di terreni, frutteti, uliveti , ma nessuna abitazione. Totalmente ridotto in cenere il lato della statale 113, che si affaccia sul torrente Rosmarino. Il fuoco nemico è nuovamente divampato con prepotenza in contrada San Leo, intorno alle ore 21e spento solo a tarda notte, sempre grazie all’intervento dell’autobotte comunale guidata da Virzì assistito dal volontario Maurizio Limoncella, a rischio un supermercato ed un ristorante. Gli abitanti di Apesana e San Leo, sono stati fatti evacuare già nelle prime ore del pomeriggio.

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Salva anche una falegnameria ed abitazioni in legno in località Carbone solo lambite dalle fiamme. Ore di grande trepidazione, ieri sera, anche ad Acquedolci, sul torrente Inganno. Qui le fiamme si sono rapidamente propagate dal costone di San Fratello arrivando a sfiorare la casa di riposo per anziani, sita proprio all’incrocio del bivio tra la 113 e San Fratello, e un’azienda di pneumatici. Forte la preoccupazione che il fuoco potesse trovare appiglio proprio nelle gomme accatastate. Fortunatamente però il mutamento del vento ha sospinto dalla parte opposta le fiamme mentre sulla provinciale per San Fratello sono intervenute le autobotti.

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Stamattina si è svolto un vertice a Palazzo Crispi per cercare di quantificare con l’architetto Rosalia Gentile gli ingenti danni. Il sindaco Sottile ha partecipato anche ad una perlustrazione del territorio, accompagnato dal maresciallo Filippo Battaglia, ancora da quantificare i danni. Il comandante Masetta, ha rivolto parole di elogio a tutti i suoi uomini che fino a tarda notte hanno veicolato impeccabilmente il traffico, operazione resa ancora più difficoltosa dal codazzo di persone riversatesi nelle strade. Il primo cittadino ha rivolto parole di apprezzamento al comandante Vincenzo Masetta ed al corpo di polizia municipale, alle forze dell’ordine ed a tutti i volontari della protezione civile. I roghi hanno causato disagi ai residenti e lungo le vie di collegamento,
numerose le segnalazioni e, come annuncia il Presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, è già partita un’azione di repressione nei confronti degli ignobili individui che alimentano disastro e terrore. “Adesso la priorità- afferma il presidente Antoci-  sarà assicurare alla giustizia coloro che regolarmente ogni anno appiccano il fuoco, distruggendo i terreni e mettendo a repentaglio la
vita delle popolazioni locali, non daremo tregua ai piromani, sarà guerra spietata fin quando non verranno assicurati alla giustizia”.

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