Cenere

Il nero della cenere incornicia i colori della ceramica

S.Stefano – Le fiamme lasciano il posto alla cenere. Strisce nere incorniciano contrade e condomini.

Il miracolo o la fortuna è che nessuno si sia fatto male. I danni ci sono ma solo a cose, terreni e case. Chi avrebbe potuto perdere tutto ha perso solo qualcosa. La pura c’è stata e resta, oggi nella mente e negli occhi, ieri nei gesti e nelle azioni. I piccoli dell’asilo nido sono stati spostati al comune, troppo fumo per loro aria irrespirabile. Tra tenerezza e commozione sono stati portati al sicuro gli ospiti della casa albergo di via Marina. Quando le fiamme si sono avvicinate ai bomboloni del gas di un condominio sono state accompagnate fuori mamme e bambini, coppie di anziani e giovani studenti. Il sindaco Francesco Re ha mobilitato tutte le forze possibili, spostandosi da una parte all’altra del paese. C’è chi ha dovuto domare le fiamme utilizzando la propria cisterna, chi l’ha fatto con l’aiuto di parenti ed amici. Contrada Tudisca, contrada Torrazza, poi la zona di Passo Barone e la parte bassa della via Marina. Una manovra di accerchiamento che ha messo in ginocchio l’intera comunità.

La cosiddetta grande curva della ceramica, storica meta di migliaia di turisti, è stata sotto attacco per ore, negozi, capannoni e case di abitazioni sono state difese con ogni mezzo. Con la terra e con l’acqua. I vigili del fuoco, “effettivi” e volontari, hanno fatto quel che hanno potuto. Gli uomini della guardia forestale di Mistretta, guidati dal comandante Nello Giordano, non si sono fermati neanche per bere acqua, con una mano tenevano la pompa dell’acqua, con l’altra la bottiglia che qualche mamma dava loro. Instancabili e generosi gli operai che stanno lavorando alla metanizzazione, hanno messo a disposizione braccia e mezzi per aiutare chi aveva bisogno, senza badare a pericolo e calore. Gli uomini della protezione civile, coordinati dal responsabile Giovanni Gagliano, hanno lavorato fino a notte tarda per mettere in sicurezza il territorio. Nessuno crede e vuole credere all’autocombustione, c’è tanta rabbia ma anche tanta lucidità. Il presidente del parco dei nebrodi Giuseppe Antoci ha detto che non darà pace ai piromani. E’ quello che gli chiede la sua comunità stefanese. Non spetta a noi individuare responsabilità pubbliche e colpe private, a noi resta solo ricominciare.

Print Friendly

clean-service


mt-infissi


uniscuole

Articoli Correlati

Close