tribunale messina

Processo “Montagna”: stamattina le requisitorie delle difese

Tortorici – Entra nel vivo il processo d’appello, scaturito dall’operazione antimafia denominata “Montagna”, che determinò nel marzo del 2007 l’esecuzione di 38 arresti da parte dei carabinieri del Ros, sulla base di un’inchiesta capillare condotta dalla direzione distrettuale antimafia (DDA) di Messina sulla gestione degli appalti pubblici operata dai clan dei Batanesi di Tortorici e delle famiglie mafiose di Capizzi e Mistretta.

Stamattina le requisitorie delle difese, secondo un calendario che vedrà impegnati i giudici messinesi anche il 27 giugno ed il 25 luglio. Il processo incardinato lo scorso 4 marzo,  innanzi alla Corte di Appello di Messina presieduta dal giudice Tripodi era stato caratterizzato dalla relazione della dottoressa Grimaldi e dalla requisitoria del procuratore generale dottoressa Vitanza , impegnata a sostenere l’accusa nell’ambito del procedimento di secondo grado, che vede alla sbarra 22 imputati.

Il procuratore ha richiesto la conferma della condanna alla reclusione già inflitta in primo grado per: Arangio Carmelo (1anno e 8 mesi), Giovanni Arcovita(1 anno e 6 mesi), Armeli Vincenzo (8anni), Barbagiovanni Carmelo ( 12 anni e 6 mesi), Blancuzzi Antonino (2anni), Calabrese Antonino (5anni), Calandra Giuseppe (7anni), Costanzo Zammataro Salvatore (14 anni e 9 mesi),  Costanzo Zammataro Sebastiano (9 anni e 10 mesi) , Farinella Vincenzo ( 4anni e 9 mesi), Fazio Antonino (3 anni e 6mesi), Fazio Francesco (3 anni), Galati Giordano Vincenzo (9anni e 6 mesi), Mancuso Catarinella Giacomo (3 anni), Iudicello Pietro ( 4 anni), Miracolo Luca (3 anni e 6 mesi), Strano Alessandra (1 anno e 8 mesi), Talamo Mirko (2anni), Testa Camillo Bartolomeo(12 anni). Il procuratore generale ha dichiarato l’estinzione del reato per prescrizione per gli imputati Musarra Amato Benedetto e Di Pietro Carmelo Enrico condannati in primo grado rispettivamente ad 1 anno ed 8 mesi e 2 anni e richiesto la diminuzione della condanna alla reclusione da 7 anni a 5 anni per Conti Bonanno Armando.

Il nutrito collegio difensivo è composto dagli avvocati: Benedetto Ricciardi, Bernadette Grasso, Alvaro Riolo, Salvatore Pagano, Nunzio Rosso, Alessandro Pruiti, Nicolò L. Fonti Castelbonesi, Antonino Favazzo, Carmela Giacco, Giuseppe Forganni, Carmelo Scillia, Antonino Garozzo, Salvatore Silvestro, Tommaso Ryolo, Filippo Mazzara Bologna, Checco Calandra, Giuseppe Serafino, Giuseppe Vadalà Bertini, Danilo Tipo, Ettore Grippaldi, Catena Cantali, Massimo Miracola, Francesco Pizzuto e Francesco Minnolo.

Al centro del maxi-procedimento, considerato uno dei più importanti degli ultimi anni, ci sono gli interessi delle famiglie mafiose di Capizzi e Mistretta, del clan dei Batanesi di Tortorici , di alcuni imprenditori e di esponenti criminali dell’area catanese, nonché i collegamenti tenuti con ‘cosa nostra’ per la gestione degli appalti pubblici nella fascia tirrenica e nebroidea. In primo grado furono  38 gli imputati coinvolti, con accuse a vario titolo per associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni, danneggiamenti, porto e detenzione illegale di armi ed esplosivo. Le risultanze investigative consentirono di acclarare l’aggiudicazione dell’esecuzione dei lavori degli imprenditori imputati grazie alla presentazione di una serie di offerte concordate e necessarie per predeterminare la media del ribasso di gara.

Inoltre venivano posti in essere una serie di atti intimidatori ai danni delle aziende concorrenti per costringerle ad adoperare, negli appalti non aggiudicati al “cartello”, mezzi e materiali delle società ritenute “amiche”. Il sostituto procuratore Fabio D’Anna della DDA di Messina, chiese 32 condanne, per un totale di 287 anni di carcere e 6 assoluzioni, il 30 giugno del 2012 il collegio giudicante di Patti presieduto da  Maria Pina Scolaro e composto dai giudici  a latere Laudadio e Miraglia dispose  22 condanne per 114 anni e 3 mesi di carcere e 2.600 euro di multa, 16 assoluzioni e diverse assoluzioni parziali,  ed  il risarcimento danni alle parti civili costituite, la F.A.I. (Federazione antiracket italiana), Acis di S.Agata Militello e Acio di Capo d’Orlando. Furono  assolti Francesco Arcovita, Michele Bernanasca, Gino Bontempo, Salvatore Bontempo, Carmelo Calà Campana, Roberto Castrovinci, Giacomo Catania Cerro, Antonino Costanzo Zammataro, Vincenzo Currò, Vincenzo Gullo, Paolo Ligorio, Calogero Marino Granfazza, Maria Rampulla, Mario Giuseppe Scinardo, Santo Sciortino e Mario Testa Camillo.

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