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Si alza il sipario sul teatro de “La Macchina dei Sogni”

Patti – Dopo un anno di intenso lavoro è il momento di raccogliere i frutti. Al teatro comunale Beniamino Joppolo si alza il sipario de “La Macchina dei Sogni”, i corsi di teatro organizzati dall’associazione Nuovi Teatri e diretti dal regista pattese Stefano Molica, con la collaborazione di Valentina Martino. A partire da oggi (9 giugno ) inizieranno i saggi finali,  con i piccoli allievi del “corso infanzia” che debutteranno alle 18:30 portando in scena una rappresentazione dal titolo “La Magia del Teatro”. Giochi teatrali, esercizi di recitazione e improvvisazioni saranno gli ingredienti di questa prima uscita pubblica. Subito toccherà ai protagonisti dei “Corsi Bambini”, che porteranno in scena Il Fantasma di Canterville di Oscar Wilde e Le donne al Parlamento di Aristofane.

Il secondo appuntamento al Beniamino Joppolo è stato fissato il 24 giugno, con gli allievi del “Corso Ragazzi”, i quali hanno preparato due commedie brillanti: Visita di condoglianze di Achille Campanile e Fools di Neil Simon. I due testi presentano le difficoltà di una commedia divertente, ma dai tempi comici molto serrati: un nuovo step che i ragazzi di Stefano Molica e Valentina Martino hanno superato egregiamente grazie al lavoro, sia individuale, sia di squadra, che li ha coinvolti.

Anche quest’anno, inoltre, gli allievi più grandi reciteranno nella meravigliosa cornice del Teatro Antico di Tindari. Il 19 giugno gli allievi del “Corso Ragazzi Avanzato” debutteranno con Novecento di Baricco, un meraviglioso monologo contemporaneo che diventa uno spettacolo dinamico, corale e ricco di momenti emozionanti.

A concludere la rassegna pattese saranno, come sempre, gli allievi del “Corso Adulti”, che quest’anno si sono cimentati con un testo dalle mille sfumature. Per celebrare i 400 anni dalla sua morte infatti, i giovani attori hanno portato avanti uno studio su Shakespeare, in particolare su una commedia che andrà in scena il 3 luglio: Sogno di una notte di mezza estate. A Shakespeare il regista pattese ha affiancato poeti quali Baudelaire, Verlaine, Garcia Lorca, Borges, Pessoa, Salinas, Gregson. Il risultato drammaturgico vuole portare lo spettatore a riflettere sul linguaggio amoroso, sui rapporti d’amore e le loro infinite sfumature.

«Il saggio finale – afferma Stefano Molica – è importante. Ma più importante è il lavoro che i nostri allievi fanno durante l’anno. Quello che cerchiamo di trasmettere loro è il valore delle parole, la forza dei gesti, l’importanza del lavoro di squadra sull’individualità. Lo spettacolo deve servire a cementare questo tipo di esperienza».

Con i saggi finali, si chiude il dodicesimo anno di attività de La Macchina dei Sogni, una realtà che in questi anni ha incrementato il movimento teatrale pattese, formando non solo gli attori, ma anche il pubblico di domani. Un pubblico consapevole dell’impegno, della fatica e della bellezza di questa grande magia che è il teatro.

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