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Capo d’Orlando, il grido di dolore delle madri: “Non vogliamo più tornare nel centro S.S.R. di Capo d’Orlando”

Capo d’Orlando – Noi NON VOGLIAMO  MAI PIÙ TORNARE NEL  CENTRO di RIABILITAZIONE S. S. R. DI CAPO D’ ORLANDO. MAI PIÙ. Una risposta forte, decisa che non ammette repliche quella fornita dai genitori dei bambini in cura presso la struttura S.S.R. orlandina al direttore sanitario Antonio Epifanio.

Di seguito le parole delle famiglie indignate in polemica con le decisione prese sulla struttura S.S.R. di Capo d’Orlando.

“Tanto clamore vi è stato attorno all’indignazione di alcuni genitori che desiderano rendere noti sia i  fatti che i contenuti. Abbiamo ascoltato con un  ironico sorriso, la  risposta del dottor Epifanio, direttore sanitario dell’ S.S. R., Servizi Riabilitativi, presso l’emittente televisiva Antenna del Mediterraneo. Il nostro intendere, caro dottor Epifanio, non era quello di far rientrare la vecchia pedagogista, professionista di alto livello,  come scritto ampiamente nella  lettera inviata alla Sua persona, nel centro in questione, ma una seria  provocazione, con un obiettivo ben preciso.

Noi NON VOGLIAMO  MAI PIÙ TORNARE NEL  CENTRO di RIABILITAZIONE S. S. R. DI CAPO D’ ORLANDO. MAI PIÙ. Per dovere di informazione desideriamo sottolineare che il  nutrito gruppo di genitori che hanno rassegnato le dimissioni, sono molti più di sei, su 15 pazienti allora in carica, come si evince anche dalle firme apposte sulla lettera di indignazione inviata alla dirigenza del centro (clicca qui per leggere la lettera).  Va anche reso noto che ci ha molto  allarmati il lavoro iniziato dalla sostituta pedagogista, perché  sorpresi dalla “somministrazione” di test, così come dalla terapia con campanellini e torri effettuata in maniera indistinta sui nostri figli. Questo lo hanno dichiarato  proprio loro a termine delle terapie.

Come già detto nell’intervista, alcuni bambini hanno avuto delle ripercussioni,  attribuibili al cambio della terapista in primo luogo ed alla terapia. Come potevamo non rassegnare le dimissioni alla luce di quanto sopra e sotto esposto? Forse lei non lo sa, ma noi teniamo ai nostri figli e non li consideriamo ne oggetti, ne numeri.

La riabilitazione, dottor Epifanio, è  una cosa seria.  Non e’ fatta di numeri o di raccomandazioni, qualora ci fossero, ne di spot pubblicitari, come si può evincere dalla sua risposta; ma da professionalità e CURA del PAZIENTE ed ovviamente dai risultati. NOI CONTESTIAMO LA CONTINUITÀ NEGATA AI NOSTRI FIGLI AVVENUTA CON UNA TALE SUPERFICIALITÀ DA  AVERCI LASCIATI SBIGOTTITI, CON L’AGGRAVANTE DEL NON   PREAVVISO, AVVENUTO SOLO IL GIORNO PRIMA. OLTRE IL DANNO LA BEFFA, SUGGERENDO DI NON COMUNICARLO AI NOSTRI FIGLI E COSI, SI SONO TROVATI ALL’IMPROVVISO SENZA LA LORO DOTTORESSA DEL CUORE. NON AVETE PENSATO CHE QUESTO AVREBBE POTUTO AVERE UNA RIPERCUSSIONE NEGATIVA? RIPETIAMO: LA RIABILITAZIONE E’ UNA COSA SERIA.

CONTINUITÀ non significa cambiare terapista  o assicurare la terapia per sentirsi “a posto”; la parola stessa lo dice, continuita’ è continuazione di un lavoro svolto e quando questo da ottimi risultati,  come quelli avuti con la dott.ssa Scaffidi, dovrebbe essere improponibile il  cambiamento. Continuità è  professionalita’ con risultato, malgrado Lei tenda a voler confondere il significato di suddetta parola a discapito  dei nostri figli e chissà, magari, forse, anche della qualità del servizio.

Un centro che si rispetti, ove contano i risultati terapeutici, non fa errori come questo, peraltro senza alcun preavviso, ripetiamo. Si sarebbe dovuta fare una preparazione adeguata, proprio perche’ trattasi di bambini con disagio e diversità. Siamo indignati per la leggerezza con la quale avete affrontato la situazione, danneggiando i tantissimi risultati ottenuti con la dott.ssa Scaffidi, FACENDO presumere un TOTALE DISINTERESSE verso il paziente ed i suoi problemi. Questo è tutelarli? Abbiamo sentito il parere di qualche neuropsichiatra infantile sulla continuità.
Pensate che abbiano detto cose diverse da quelle messe a nudo da noi?  La continuità è un’ altra cosa da quel che voi volete lasciare intendere. L’essere a norma non vuol dire agire in modo ineccepibile. Chissa’ da cosa dipende l’aver incontrato presso il Centro di Riabilitazione Caap di Sant’Agata, molti pazienti che un tempo non lontano vedevamo al centro di Riabilitazione S.S.R. di Capo d’Orlando ed ora invece permangono la’?

GRIDIAMO FORTE CHE NON SONO STATI TUTELATI I NOSTRI FIGLI e per i motivi sopra citati, saremo accorti nell’indirizzare qualcuno verso il centro di riabilitazione S. S. R. di Capo d’Orlando. Ma molto accorti”.

Firmato
Il gruppo di genitori firmatari delle dimissioni

 

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