ingrillì sindaco

Elezioni orlandine, le sorprese, i “trombati”, il toto assessori

Capo d’Orlando – Franco Ingrillì ha vinto in maniera netta. Il popolo ha scelto il suo progetto politico ma quali sono state le vere sorprese e le maggiori delusioni?

Di solito chi perde è il più deluso e la coalizione che ha sostenuto in campagna elettorale Salvatore Librizzi ha passato una notte difficile. Probabilmente però il largo margine di vittoria di Ingrillì ha alleggerito paradossalmente l’amarezza della sconfitta. Sarebbe stato peggio perdere con pochi voti di scarto ma di fronte ad una affermazione così netta c’è poco da recriminare. E’ stato scelto un metodo rispetto ad un altro, un progetto rispetto ad un altro e così sia. Ma le sorprese nella coalizione dei “librizziani” non sono mancate anche in negativo.

LISTA ORLANDINA
Si sapeva che insieme a “Valore Pubblico” era la vera corazzata di questa elezione e le previsioni sono state quasi tutte confermate. Scontate le elezioni di Paterniti (540) e Perrone (302). Una nota a parte la merita l’assessore uscente Rosario Milone (317). In effetti nelle elezioni del 2011 arrivò quarto nella lista orlandina con 175 voti, molti meno rispetto ai 209 del 2006. Aver ottenuto il maggior numero di preferenze nel momento probabilmente più difficile è stato un segnale di comprovata maturità politica. Passimao alle note dolenti della lista. Rimangono fuori gli ex consiglieri Fabio Colombo (203) e Sabina Licciardello (72). Per Colombo sarà veramente difficile riuscire a rientrare a Palazzo Europa visto che è stato preceduto anche da Linda Liotta e Valentina Leonino. Dovrebbe servire una terza nomina per consentire a Colombo di tornare a fare il consigliere. La Licciardello è stata particolarmente impegnata per motivi professionali e probabilmente non sarà ne delusa ne sorpresa per il risultato ottenuto. Ultima nota per l’exploit di Susanna Di Bella, figlia del Geometra Giovanni, che è riuscita nell’intento di essere eletta alla prima esprienza con i suoi ben 259 voti ottenuti.

ORIZZONTE ORLANDINO
Aldo Sergio Leggio (378 voti)  è uomo di importante esperienza politica amministrativa e si vede. Ha ottenuto due seggi con la sua lista ed oltre 1200 preferenze totali. Forse però nemmeno lui si aspettava l’exploit di Massimiliano Fardella (237) che ha surclassato ex consiglieri comunali come Emiliano Amadore (203) e Pablo Magistro (76) che rimangono fuori da Palazzo Europa. In effetti però il cammino politico di Fardella è sempre stato costante. Nel 2003 ottenne 173 voti diventando consigliere. Dopo la sfiducia a Carrello ci risprovò nel 2006 ottenendo l’elezione ancora con 208 voti. Nel 2011 racimolò 161 preferenze ma l’unico seggio della sua lista lo ottenne Edda Trsicari. Dopo cinque anni è tornato conquistando un ottimo secondo posto ed una sedia tra le fila della maggioranza (come fu quando salì in appoggio con Carrello). Donatella Damiano (229), consigliere uscente, ha ottime chance di ritornare. Il suo terzo posto, in caso di nomina di Leggio ad assessore molto probabile, le consentirà di rimanere a Palazzo Europa.

INSIEME PER CAMBIARE
Nonostante il seggio ottenuto è probabile che tra i candidati della lista coordinata dall’ex Sindaco Massimo Carrello non regni la felicità. Un avanzamento comunque rispetto al 2011 della lista c’è stato. Anche se sosteneva il candidato Sindaco Carrello aveva ottrenuto complessivamente 658 preferenze mentre oggi si è assestata sui 759 voti totali. Non è cambiato nulla invece per quanto riguarda il consigliere eletto che è sempre Carmelo Galipò forte dei suoi 270 consensi ottenuti. Sarino Abate era consapevole non sarebbe stato il suo anno ma è riuscito a mantenere 134 voti, 25 in meno rispetto al 2011. Ultima nota da sottilineare nella lista l’ottima affermazione di Serena Giuliano con 116 voti, terza, e quella deludente di Salvatore Sansiverino con 20 voti.

CITTA’ FUTURA
Massimo Reale, consigliere uscente nonostante i suoi 215 voti rimane terzo e probabilmente definitivamente fuori dal consiglio comunale. Qualche chance può ancora averla l’ex presidente del consiglio e coordinatore della lista Gianfranco Timpanaro visto che un assessore della giunta Ingrillì dovrà essere donna obbligatoriamente ed Edda Triscari (344 oggi, 229 nel 2011) è la più probabile di nomina. Non ha sfigurato Giovanni Mazzone alla sua seconda candidatura. Rispetto al 2011 quando ottenne 45 preferenze oggi può ritenersi soddisfatto con i 112 voti raccolti. Torando a Timpanaro bisogna ammettere che ha retto bene la scissione con Aldo Sergio Leggio ad inizio campagna elettorale. Molti lo davano per “spacciato” ma l’esperienza ha fatto la sua parte e 245 voti non li avevano pronosticati in molti.

PARTIAMO DA CAPO
Era la vera novità di questa competizione elettorale. Tutti i componenti della lista non avevano mai avuto un ruolo istituzionale a Capo d’Orlando. Due seggi ottenuti è decisamente un importante traguardo raggiunto ma le soprese non sono mancate, anche in negativo. Anche in questo caso, e ce ne sono altri di seguito, l’attesa per il numero totale di voti era diversa ma si è fermatya a 1083. Se Cristian Gierotto (256), probabilissimo assessore, era il “predestinato” in consiglio comunale di questa lista, nessuno aveva pronosticato il secondo posto di Felice Scafidi. Dopo averci provato nel 2003 candidandosi con Laura Trifilò (46 voti), nel 2006 con Enzo Sindoni (85), con Librizzi nel 2011 (134), proprio quando nessuno lo credeva ce l’ha fatta quest’anno con 181 voti. L’assesosre designato Enza Giacoponello rimane fuori ma verrà con ogni probabilità “ripescata” grazie allo scavalco. Considerando che si tratta di una lista composta da tutti alla prima esperienza di veri delusi non ce ne sono. Alla vigilia veniva indicata tra le favorite Giorgia Pruiti fermatasi all’ottavo posto con 130 voti, ma anche il settimo di Melania Collovà (151) probabilmente avrà lasciato l’amaro in bocca. Buon risultato anche per Monica Lanza Volpe (167) che per essere alla sua prima esperienza assoluta è riuscita a sfruttare al meglio le proprie conoscente maturate in ambito culturale con la consapevolezza di poter anche usufruire del voto di genere.

PALADINI D’ORLANDO
Riuscire ad ottenere due seggi per una nuova lista è di per se un ottimo risultato. Qualche nota stonata però va evidenziata. Intanto il numero totale dei voti ottenuti. Alla vigilia i coordinatori della lista avevano pronosticato il superamento di quota mille ed invece si sono fermati a 888. Sandro Gazia l’ha spuntata su Daniela Micale per sole 8 preferenze mentre l’uscente Gaetano Gemmellaro è stato ripagato dalla scelta di candidarsi con i Paladini invece che con Valore Pubblico come si credeva ad inizio campagna elettorale. Sarebbe infatti arrivato sesto con le sue 205 preferenze invece adesso torna in consiglio comunale come primo degli eletti. Tra i Paladini i delusi sono tanti anche se i voti ottenuti rispetto alla loro prima partecipazione sono notevolmente aumentati e ci riferiamo a Enzo Triscari (142 oggi, 53 nel 2003) e Barbara Radici (84 oggi, 60 nel 2003).

INSIEME PER CAMBIARE
Che Annalisa Germanà con la sua lista non riuscisse a raggiungere il quorum della soglia di sbarramento era stato da molti pronosticato ma ci è andata vicino. Bersaglio sistematico degli attacchi di una campagna elettorale sostanzialmente tranquilla e civile, la Germanà ha pagato lo scotto di viaggiare da sola non avendo accanto a se nessuno che potesse quanto meno sostenerla. I suoi 248 voti di preferenza, su 381 totali di lista, la dicono lunga sulle difficoltà riscontrare nonostante l’ottimo riscontro personale. L’ex assessore e consigliere di maggioranza dunque rimane fuori da Palazzo Europa.

MUOVI CAPO D’ORLANDO
Nella lista coordinata da Renato Mangano tutto è andato per quanto previsto in caso di sconfitta del candidato Sindaco Librizzi. Probabilmente il dato più negativo è rapprresentato dal numero totale di voti della lista che si è fermato a 685 quando nelle previsioni ci si attendeva qualcosa in più. Che Daniela Trifilò fosse il pezzo forte non c’erano dubbi e così è stato. Renato Mangano rimane fuori dal consiglio ma ha comunque raccolto 207 preferenze. A parte Cristina Carianni e Francesco Lenzo che hanno fatto il loro (probabile però che si attendendevano qualche riscontro migliore) per il resto la delusione è stata importante. Tornava a candidarsi anche Salvatore Letizia che si è fermato a 78 preferenze e il figlio di Dario Paterniti, Davide, si è fermato a 69. A Scafa veniva proposto l’ex maresciallo Marsiglia in contrapposizione a Sarino Abate per cercare di scardinare una sua roccaforte. Così non è stato decisamente. Marsiglia ha ottenuto soltanto 59 preferenze (Abate 134).

VALORE PUBBLICO
La netta affermazione di Alessio Micale (401 voti) non era stata pronosticata, almeno di queste dimensioni. E’ stato il secondo degli eletti in tutte le nove liste (Paterniti il primo con 540 preferenze) superando, e non di poco, anche Gaetano Sanfilippo che comunque ha ben figurato con ben 375 voti. Tra i delusi della lista “Valore Pubblico” sicuramente il consigliere uscente Giuseppe Trusso che nonostante i suoi 213 voti non è riuscito a rientrare in consiglio comunale. Forse ancora più deluso Giuseppe Velardi che è stato il primo dei non eletti con 218 preferenze ma staccato dalla new entry Angiolella Bottaro che siederà tra le fila della minoranza con 296 voti. Buone le risposte arrivate da coloro che erano alla prima esperienza assoluta come Roberta Librizzi (169) e Carmelo Sonsogno (152).

E per la giunta? Ci proponiamo per un pronostico. Assessori: Andrea Paterniti, Rosario Milone, Edda Triscari e Cristian Gierotto. Presidente del Consiglio: Aldo Sergio Leggio.

Print Friendly

clean-service


mt-infissi


uniscuole

Articoli Correlati

Close