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D’Onofrio è sindaco, in consiglio 7 donne

Caronia – Come da previsione è stata una battaglia all’ultimo voto. Nino D’Onofrio ne ottiene 604 ed è sindaco, Tino La Monica 558 e non lo è. 46 preferenze sono risultate determinanti per il futuro amministrativa dell’antica “Calacte”. Staccati gli altri due candidati, Peppe Cuffari 429 e Calogero Matassa 356. La “classifica” delle liste, con 55 candidati e una comunità divisa, ha determinato la composizione del consiglio. Lista “impegno per Caronia”, a sostegno di D’Onofrio, avrà 8 consiglieri: Abate Santina con 156, Giuseppe Lombardo 150, Giuseppina Camano 117, Calogero Travagliante 117, Santina Miragliotta 112, Sebastiano Giletto 105, Rosa Manetto 101, e Giuseppe D’Onofrio 89. Siederanno tra i banchi dell’opposizione i 4 candidati più votati della lista “Caronia nel cuore” – La Monica sindaco: Stefania Mazzara prima degli eletti con 187 preferenze, Gabriele Crisci 144, Caterina Riccardi 106, Grazia Petrulli 105. Così è finita dunque, la campagna elettorale più affollata della storia caronese che ha visto la bella affermazione delle donne, “favorite” dalla preferenza di genere ma assolutamente volute dall’elettorato. Su 12 consiglieri, ben 7 saranno quote rosa. Il giorno dopo è tempo di bilanci, entusiasmi ed amarezze. Nella sede di La Monica si riflette su un dato, molti elettori non hanno sbarrato il nome del sindaco ma solo quello delle lista e, considerato la minima differenza di preferenze, le “x” in meno sono risultate decisive. Delusione nel quartier generale di Matassa, assessore uscente e in continuità con l’amministrazione Beringheli che è arrivato quarto nella corsa a sindaco, preceduto da Cuffari presentatosi come vero outsider e primo degli eletti solo nella piccola frazione di Canneto. Raggiante ma composto come sempre il neo sindaco. “Ringrazio la cittadinanza che mi ha dato fiducia – ha detto D’Onofrio – sarò il sindaco di tutti e insieme alla mia squadra lavorerò giorno e notte per far crescere Caronia e darle la dignità che merita. Caronia è la terra dei nebrodi e tale deve essere, città di giovani volenterosi che meritano di poter rimanere e coltivare sogni e lavoro”.

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