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Donna risarcita dal Comune con 50 mila euro per una caduta in Via Ragusa

Sant’Agata Militello- Frattura ad una gamba, dopo 16 anni il comune di Sant’Agata Militello dovrà pagare un  risarcimento di circa 50 mila euro.

Si è conclusa pochi giorni fa, una vicenda giudiziaria iniziata nell’aprile del  2000 avente come protagonisti una donna residente nel comune di Naso A. P. e l’ente santagatese. I fatti risalgono al 4 aprile 2000, quando la donna mentre percorreva a piedi il marciapiedi della via Ragusa nel centro urbano della città, improvvisamente perse l’equilibrio e cadde per terra. Prontamente soccorsa fu trasportata al locale pronto soccorso, nel quale le venne riscontrata una frattura scomposta della tibia e del perone. Nel settembre del 2000 la signora rappresentata e difesa dall’avvocato Manuela Minciullo , citò il comune a comparire all’udienza del 4 dicembre 2000 innanzi al tribunale di Patti, sezione distaccata di Sant’Agata, in persona dell’allora sindaco pro tempore Aldo Fresina, che si costituiva in giudizio con il legale di fiducia Antonino Testa. Dal rapporto dell’ispettore di Polizia Municipale , incaricato dall’ufficio legale non emerse la certezza che l’incidente si fosse verificato, ed a seguito di informazioni assunte e di indagini espletate, risultò che né sul marciapiedi né in via Ragusa, vi fossero lavori in corso. Nel dicembre 2013 fu depositata la sentenza di primo grado emessa dal giudice unico Pietro Miraglia della sezione distaccata, il quale  condannò il comune “al pagamento di 24.655,80 euro in favore della donna, oltre rivalutazione e interessi, nonché alla refusione delle spese, liquidate in complessivi 4.863,60 euro , di cui 263,60 euro  per spese, ponendo integralmente a suo carico le spese del consulente tecnico d’ufficio anticipate, previa dimostrazione del loro pagamento”.

Da allora l’ente, nonostante le reiterate richieste del creditore è rimasto inadempiente in ordine a quanto statuito nella sentenza, né ha provveduto ad impugnare la stessa in appello. Fino allo scorso 24 maggio, quando un commissario prefettizio, nominato a seguito di  un ulteriore giudizio di ottemperanza innanzi al Tar di Catania ha condannato l’ente al pagamento di altri 1.650 euro di spese di lite, ha finalmente ottemperato, a distanza di più di due anni, a quanto stabilito dalla sentenza e disposto il riconoscimento del debito fuori bilancio per un importo complessivo pari a 49.324,04 euro, al quale occorre aggiungere anche il compenso spettante allo stesso commissario che ha operato in via sostitutiva.

Le somme sono state imputate al bilancio 2016 ancora da adottare. Appresa la notizia dell’esoso risarcimento , alcuni consiglieri di opposizione, hanno manifestato l’intenzione di presentare un’apposita interrogazione al sindaco Carmelo Sottile per capire se vi siano o meno maggiori spese a carico dell’ente rispetto a quelle stabilite nella sentenza del 2013 ed al fine di  valutare l’eventuale sussistenza di danno erariale.

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