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Iniziato processo a carico di un 24enne santagatese accusato di stalking

Patti – Iniziato il processo a carico del santagatese Alberto Campo, 24 anni, imputato del reato di stalking e di una sequela di azioni criminose in danno dell’ex fidanzata all’epoca dei fatti minorenne ed i componenti della sua famiglia.

Il giovane fu arrestato nell’ottobre 2015 dai carabinieri della locale compagnia e condotto nel carcere di Messina a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Patti Eugenio Aliquò per stalking. In sede di udienza preliminare il giudice dispose la misura degli arresti domiciliari. Nei giorni scorsi ha avuto inizio il processo celebrato innanzi al giudice monocratico del tribunale di Patti Sandro Potestio. L’udienza è stata caratterizzata dall’ammissione di tutte le prove e di numerosi testi a discolpa, richiesta dalla difesa rappresentata dagli avvocati Nunziatina Armeli e Alessandro Pruiti Ciarello, sostituito dal legale Laura Todaro e dall’esame dell’imputato, il quale si è proclamato innocente. Un imprenditore, coinvolto perché aveva manifestato l’intenzione di assumere la vittima, ha revocato la denuncia-querela spiccata nei confronti di Campo per minacce e lesioni personali. Il giudice Potestio ha poi aggiornato il processo al prossimo 12 settembre per l’escussione delle persone offese.

La drammatica vicenda ha inizio quando la giovane studentessa supportata dai genitori decide di mettere fine alla relazione sentimentale durata un anno. Ma il ragazzo non si rassegna ed inizia a porre in essere atti vessativi, molestie, minacce, pedinamenti, appostamenti, invio di messaggi sino a giungere ad azioni sempre più violente. “Pugni e botte per punirla, si legge tra l’altro nell’ordinanza, per foto postate su Facebook, se tornava a casa da scuola con qualche minuto di ritardo o se usciva senza chiedergli il permesso”. Lo aveva denunciato ben cinque volte in due mesi ma lui era rimasto sempre libero, nella sua folle escalation di violenza che aveva finito per coinvolgere anche la famiglia “Vi uccido tutti, vi taglio la testa”, per due notti consecutive si introdusse nella casa dell’ex dando fuoco ai vestiti e agli indumenti intimi e per imbrattare di vernice rossa muri e arredi, poi l’arresto e la fine di un incubo.

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