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Il Giubileo dei ragazzi, “insieme è più bello”

Santo Stefano di Camastra – Centinaia di bambini ragazzi di scuola elementare e media, a conclusione dell’anno catechistico, hanno preso parte al pellegrinaggio per il giubileo della misericordia.

Un corteo di speranza e preghiera pieno di gioia, canti e sorrisi ha raggiunto il “Letto Santo” o “Santa Croce”. E’ il santuario dove dal 1 maggio, fino al 14 settembre 2016, si potrà lucrare l’indulgenza in occasione dell’anno giubilare della misericordia, come accade nelle basiliche romane, nella cattedrale e concattedrale di Patti e nel santuario del Tindari. Bambini, ragazzi, genitori e nonni sono partiti in macchina da piazza Luca della Robbia per arrivare alla cosiddetta curva del governatore, bivio Carcari, dove ad attenderli c’erano l’arciprete padre Calogero Calanni ed il vice Salvatore Chiacchiera insieme a catechisti ed educatori. Gli squilli del corno, in ebraico chiamato jobel (corno del capo) da cui deriva la parola giubileo che significa gioia, suonato dal piccolo Gianpaolo hanno dettato il passo del pellegrinaggio che ha raggiunto il santuario del Letto Santo, dedicato alla Croce di Cristo. Tutti insieme, grandi e piccoli, hanno riflettuto sui tre segni del giubileo della misericordia: il pellegrinaggio, la porta e l’indulgenza.

La piccola Chiesa è stata teatro di un’invasione pacifica, animata dalle voci squillanti dei piccoli fedeli, in silenzio solo quando hanno ascoltato le parole di Padre Calogero. “Viviamo una vera e propria conversione mirata a fissare lo sguardo in Gesù – ha detto commosso – che ha dato la vita per i peccati dell’umanità offrendoci il vero volto del Padre misericordioso, non ho mai visto così tanti bambini dentro questo santuario festanti ai piedi della croce del Letto Santo”. Il pomeriggio si è concluso con l’animazione e i giochi davanti al sagrato della Chiesa, letteralmente trasformato in un arcobaleno di allegria dalle coreografie dii educatori e catechisti che hanno trascinato genitori e bambini in una grande danza di pace e amore. Un unico grande messaggio risuonava alle orecchie di tutti: “insieme è più bello”.

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