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Dopo 2 mesi, nominato il “nuovo” medico di base

Castel Di Lucio – Il dottore Francesco Aricò prenderà servizio il prossimo 30 maggio e nella piccola comunità dell’entroterra nebroideo, 300 persone torneranno ad avere assistenza medica.

Lo scorso 1 aprile uno dei due medici in servizio è “improvvisamente” andato via e quello rimasto non ha potuto seguire altri assistiti, avendo già raggiunto il numero massimo previsto dalla legge. Il medico di base, lo ricordiamo, può avere un numero massimo di 1500 assistiti e deve essere scelto fra quelli che operano nel proprio comune di residenza. Il ritardo, di 2 mesi, nella nomina del sostituto sta nella “non appetibilità” di Castel di Lucio, comunità in cui i medici prevedono di recuperare pochi pazienti e quindi di guadagnare poco. Il primo cittadino Giuseppe Franco, nonostante la buona notizia, manifesta rabbia e amarezza per la situazione di grave disagio che, considerate distanza ed età media hanno subito e subiscono i castelluccesi. “La nomina del dottore Aricò non è definitiva, su tratta di un provvedimento protempore – commenta il sindaco – siamo esposti a rischi seri di carattere sanitario, ogni giorno tocco con mano l’esasperazione di centinaia di cittadini e pazienti che hanno vissuto due mesi di disagi e sacrifici. Ho chiesto per ben due volte l’intervento dei vertici del distretto sanitario di zona che fa capo a Mistretta e dell’Asp 5 di Messina, senza mai avere riscontro ufficiale”. Giuseppe Franco è pronto a battere i pugni a difesa della sua comunità, a cui non può essere negato il diritto alla salute. «Non servono soluzioni tampone di pochi mesi, serve un provvedimento definitivo – afferma il sindaco – un medico di base che resti a fianco di anziani e bambini che hanno il diritto di avere garantita la continuità assistenziale primaria. Non è possibile pensare che pazienti di Castel di Lucio abbiano medici di Mistretta, S.Stefano o Reitano, una soluzione deve essere cercata e trovata al più presto perché e di vitale importanza avere un referente medico in loco”. Sulla vicenda indaga anche la procura di Patti che dopo la pubblicazione di articoli e servizi ha aperto un fascicolo.

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