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Processo “Mutui Fantasma”, disposta la distruzione di 3 intercettazioni

Brolo – Nel corso dell’ultima convocazione dell’udienza preliminare celebrata venerdì scorso, il giudice per l’udienza preliminare (Gup) del tribunale di Patti  Eugenio Aliquò ha emesso ordinanza di distruzione di tre intercettazioni telefoniche inserite nel novero degli atti d’indagine, in accoglimento della richiesta avanzata dal legale Carmelo Occhiuto, nel corso dell’ultima convocazione dell’udienza preliminare.

Le intercettazioni contestate si riferivano ai dialoghi avvenuti tra l’avvocato Occhiuto e l’ex ragioniere del comune, Carmelo Arasi, uno dei principali indagati, inizialmente assistito proprio dallo stesso avvocato brolese, le altre due intercettazioni riguardavano conversazioni tra l’ex sindaco Salvo Messina e l’avvocato Peluso. Il difensore Occhiuto, che assiste tra gli altri anche Messina,  ha pertanto eccepito l’inutilizzabilità e la distruzione delle trascrizioni e degli stessi file audio contenenti le intercettazioni in virtù dell’articolo 103 del codice di procedura penale, il cui comma 5 non consente espressamente l’utilizzabilità delle  intercettazione relativa a conversazioni o comunicazioni intercorse tra i difensori ed i loro assistiti. L’udienza è stata poi aggiornata al prossimo 9 giugno, per la lettura dell’ordinanza del Gup sull’ammissione ai riti alternativi ed in merito ad altre eccezioni sollevate dalle difese.

La seconda seduta dell’udienza preliminare svoltasi il 17 maggio è stata infatti caratterizzata dalla presentazione dell’istanza di rito abbreviato condizionato  all’escussione di testimoni, circa 25, per Salvo Messina, Enza Rifici ed Elena Rosa Lo Vercio, rispettivamente moglie e suocera di Salvo Messina, finite nell’inchiesta in qualità di rappresentanti legali di società sportive, la dipendente comunale Giusy Di Leo difesi tutti dal legale di fiducia  Carmelo Occhiuto e l’ex economa Francesca Mondello, assistita dall’avvocato Luciano Spurio. Il difensore Occhiuto,  ha chiesto inoltre che vengano sentiti il collaboratore di giustizia Santo Lenzo e Giovannino Ridolfo, dipendente comunale di Ficarra. Secondo quanto affermato dal legale brolese “i due uomini sarebbero a conoscenza di fatti accaduti prima della vicenda dei mutui, determinanti per gli sviluppi successivi”.

Nella prima seduta dell’udienza preliminare del 4 maggio erano state eccepite dai difensori le questioni preliminari in ordine alle costituzioni di parte civile.  Il giudice Aliquò, dopo una lunga camera di consiglio, aveva ammesso la costituzione di parte civile del comune di Brolo, presente il  sindaco Irene Ricciardello, del vice sindaco Gaetano Scaffidi Lallaro e del presidente del consiglio Giuseppe Miraglia (questi ultimi due solo nei confronti del ragioniere Carmelo Arasi). Parti civili ammesse anche Giovanni Scaffidi Chiarello , privato cittadino dichiaratosi creditore del comune, l’Associazione Codici Onlus- Centro per i diritti del Cittadino- ed il Comitato Cittadino a difesa dei diritti della Comunità di Brolo. Il comune di Brolo è assistito dall’avvocato Giuseppe Mancuso, noto penalista del foro di Patti, il quale ha assunto il mandato  a titolo gratuito.

Alla sbarra 23 imputati su 31 indagati, i quali dovranno rispondere a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, falso e peculato. La vicenda giudiziaria risale al 18 luglio 2014 quando Carabinieri e Guardia di Finanza fecero irruzione negli uffici comunali brolesi per acquisire e sequestrare documenti contabili e perfino computers, in cerca di irregolarità, documentazioni e conti sui mutui accesi dall’ente di Brolo alla Cassa Depositi e Prestiti, per un ammontare complessivo di circa 4 milioni di euro. Mutui che secondo i pubblici ministeri Maria Milia e Francesca Bonazinga “avrebbero garantito liquidità alle casse comunali”. Stralciata la posizione di 8 persone. Escono così di scena, in istruttoria, il deputato regionale Giuseppe Laccoto (Pd), già sindaco e assessore, Enzo Di Luca, Nunziatina Faustino, Giuseppe Letizia e Maria Ricciardello cui viene fatto carico di avere, nell’anno 2009, concorso all’approvazione delle procedure per la progressione di un istruttore amministrativo al comune di Brolo, procedura carente dell’avviso. Archiviata pure la posizione delle dipendenti del Comune di Brolo Giovanna Princiotta e Paola Romano, nonché quella di Carmela Caliò.

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