manifestazione Antoci 01

Un fiume di persone accanto ad Antoci

Sant’Agata Militello – Migliaia di persone, 50 sindaci provenienti da tutta la Sicilia, esponenti politici locali, deputazione nazionale e regionale con in testa il Governatore Rosario Crocetta hanno manifestato solidarietà e vicinanza alla Polizia di Stato ed al Presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, vittima nei giorni scorsi di un vile agguato mafioso.

Dalla sede del Parco è partito un corteo  al quale hanno partecipato tutte le associazioni antiracket della Sicilia, le organizzazioni sindacali, le scuole, i gruppi scout, L’Agd Nebrodi, la società civile , la FAI Anti-racket nazionale rappresentata da Tano Grasso e Pippo Scandurra, il coordinatore provinciale della FAI Messina, Giuseppe Foti e l’Associazione Pio La Torre, rappresentata dal Presidente Vito Lo Monaco, con l’adesione dei Sindacati confederali, la Fondazione Caponnetto e Libera Messina.

“Questo e il più bel segnale che la Sicilia possa ricevere,  i cittadini devono fare ogni giorno il proprio dovere- afferma commosso Antoci alla partenza-   Non mi sento solo, sono felice per tutta questa grande dimostrazione d’affetto. Questa terra  non ha bisogno di eroi ma di tanta gente perbene”. Dopo aver attraversato le più importanti vie cittadine, lungo le quali tutti i commercianti hanno abbassato le saracinesche e spento luci ed insegne al passaggio della carovana di manifestanti in segno di solidarietà, la lunga catena umana ha raggiunto,  il commissariato di Polizia di via Roma.

manifestazione Antoci 02

Antoci, attorniato dagli angeli custodi i quali con grande spirito di abnegazione lo hanno protetto durante l’attentato ha detto con le lacrime agli occhi e lo scrosciare degli applausi  “Grazie” agli agenti di Polizia che da anni  si occupano della sua incolumità ed al commissario Daniele Manganaro, autore del provvidenziale quanto casuale intervento, che ha determinato la fuga degli attentatori. I manifestati hanno poi raggiunto piazza Castello per gli interventi conclusivi. Questa è una comunità che ha sempre reagito, si deve stare insieme al di là del colore politico”.”La forza della nostra esperienza- prosegue Tano Grasso, presidente onorario della federazione Antiracket e Antiusura nazionale – è quella di non considerare mai le partite chiuse qui, 24 anni fa  20 mila persone chiusero una prima partita contro il racket e il pizzo ora le partite si riaprono “.

“Bisogna considerare che quando si apre un varco li la mafia cerca di entrare, ora bisogna chiuderlo. Siamo qui per provare a far un’operazione analoga a quella fatta 24 anni fa. Siamo di fronte ad un ritardo strutturale sulla vicenda della mafia dei pascoli e dei campi per fortuna avendo forze dell’ordine  e magistrati eccellenti riusciremo a colmare il ritardo” . Con grande tenacia Fabio Venezia, sindaco di Troina afferma: “Sono state giornate molto intense che hanno creato parecchia preoccupazione ora a mente più serena vorrei dire che quanto accaduto nei giorni scorsi non è un attacco ad una persona ma ad un intero territorio e al suo futuro . Parole forti, di condanna e repressione, vengono esclamate anche dai sindaci Carmelo sottile e Fabio Tudisca.

Giunge da Messina anche il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Giovanni Ardizzone : “Non basta quello che si è fatto, do atto al Presidente Crocetta, ai deputati con le loro interrogazioni e a Peppe Antoci di non avere mai sottovalutato il fenomeno mafioso di questi territori. Operiamo di più, con maggiore attenzione, lo stato ha dimostrato di essere presente . “La società civile – dice il presidente della Regione Rosario Crocetta – è un elemento fondamentale della lotta alla mafia perché senza la presa di coscienza dei cittadini la criminalità non si sconfigge. In questa provincia tra l’altro si e’ sperimentato il primo modello di antimafia sociale che ha coinvolto i cittadini  ed i commercianti con Tano Grasso. Questo  è un grande primato da qui è iniziata la più grande azione antiracket italiana. I mafiosi devono tenere presente che la società messinese e dei Nebrodi non è una società quieta  quando lo scontro si fa duro la gente sa da che parte stare e combatte la mafia”. “Schifiamo le mani di tutti i mafiosi, da questa piazza parte la lotta senza quartiere alla mafia per la libertà dei giovani. L’ultimo accorato appello è lanciato da Giuseppe Antoci: “Non mi fermo, per una Sicilia migliore.

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