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Il pedigree dei candidati a sindaco di Patti è immacolato? Una lista lancia la provocazione

Patti –  Operazione “Anima trasparente (Mettiamoci a nudo)”. Si chiama così la provocazione lanciata da Anima Pattese.

Il gruppo politico e lista civica a sostegno del candidato sindaco Nicola Calabria, ha  messo in evidenza, con quella che sembra una provocazione politica, la necessità che tutti i cittadini sappiano chi sia, cosa abbia fatto e cosa intenda fare il prossimo sindaco sul fronte di corruzione, usura e illecito amministrativo.

Il gruppo politico ha invitato tutti i candidati a rendere pubblico e trasparente il proprio stato amministrativo e giudiziario.  «I cittadini – affermano gli esponenti della lista di Calabria – devono poter scegliere chi amministra la loro città: corruzione, clientelismi, conflitti d’interessi e guai giudiziari devono rimanere fuori dall’urna elettorale. Troppe volte abbiamo scoperto tardi che il sindaco, l’assessore o il consigliere comunale non aveva le giuste competenze per svolgere il ruolo che ricopriva, o era portatore di equivoci conflitti d’interesse che ne pregiudicavano l’operato».

Nomine pubbliche fatte a porte chiuse, logiche di spartizione, incapacità amministrativa e gestionale dei beni e dei servizi pubblici. È contro questi pilastri della mala politica che Anima Pattese intende combattere, «nella convinzione – si legge nella nota diffusa dal gruppo civico –  che l’impegno alla trasparenza sia l’unico modo per contrastare il malaffare e ripristinare un legame di fiducia tra i cittadini e le istituzioni. Chiediamo dunque che siano resi pubblici i curriculum vitae, con competenze e incarichi ben evidenti, lo status penale e una dichiarazione sui potenziali conflitti d’interesse».

Di seguito un elenco delle prerogative che secondo Anima Pattese dovrebbero avere tutti coloro i quali intendano ricoprire cariche pubbliche:

 

Curriculum vitae

Ovunque si voglia essere assunti per un incarico è necessario presentare il CV. Un documento sintetico che indichi la formazione, le principali esperienze lavorative e gli eventuali incarichi pubblici ricoperti.
Chiediamo ai candidati di fare altrettanto: siamo convinti che per esercitare il diritto di voto in modo libero e consapevole i cittadini debbano conoscere storia, competenze e incarichi passati di chi li governerà.

 

Status giudiziario

Non giudichiamo nessuno, ma crediamo che “i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore” (art. 54 della Costituzione italiana). Per questo motivo chiediamo di rendere noti i propri rapporti con la giustizia, penale e amministrativa. Carichi pendenti, avvisi di garanzia, eventuali condanne ed ogni altra informazione che potrebbe anche in minima parte minare la fiducia tra cittadini e istituzioni.

 

Conflitto d’interessi

Avere potenziali conflitti d’interesse non è di per sé un crimine o un disonore. L’importante è essere trasparenti e dichiarare le  circostanze in cui gli interessi personali o dei propri familiari potrebbero entrare in conflitto con quelli pubblici. Ogni cittadino deve poter sapere se c’è il rischio che interessi privati possano minacciare l’indipendenza del loro amministratore.

 

4 Solvibilità economica

Chi si candida a ricoprire una carica pubblica deve essere lineare e trasparente anche nelle banche dati  che registrano eventuali mancati pagamenti, ritardi nei rimborsi di finanziamenti, o situazioni debitorie deficitarie che ne comportano l’iscrizione nei registri dei cattivi pagatori. Il bravo amministratore non deve avere pendenze o situazioni deficitarie con enti e organismi finanziari da cui si evince il mancato pagamento di prestiti e finanziamenti ricevuti. Il cattivo pagatore sarà anche un cattivo amministratore. Per questi motivi nel nostro movimento non sono candidabili soggetti con situazioni debitorie croniche.

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