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“Camelot” – Concessa a tutti gli imputati l’inutilizzabilità degli atti di indagine

Sant’Agata Militello – Celebrata la quarta udienza del processo scaturito dall’operazione “Camelot”, sugli appalti pubblici a Sant’Agata Militello, concessa a tutti gli imputati l’estensione delle pregiudiziali di nullità ed inutilizzabilità degli atti d’indagine.

La nuova udienza, svoltasi venerdì scorso,  innanzi al collegio giudicante del tribunale di Patti presieduto da Sandro Potestio e composto dai giudici a latere Vona e Torre, è stata caratterizzata dall’accoglimento della richiesta formulata dai legali dei 17 imputati, 6 dei quali per associazione a delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti nonché l’abuso d’ufficio ed il falso in atto pubblico, ed 11 tra professionisti e tecnici esterni per singoli reati, di estendere l’inutilizzabilità “per scadenza e superamento del termine delle indagini preliminari” non soltanto alle produzioni documentali, ma anche a tutti gli atti d’indagine, i quali trovano fondamento nel periodo dell’accertata inutilizzabilità , compreso tra il 13 giugno ed il 28 settembre 2011, già disposta con ordinanza dai giudici, lo scorso 18 marzo.

Tra questi rientrerebbero pertanto fatti acquisiti ed accertati dall’esito delle risultanze investigative, le intercettazioni e l’esame dei testimoni vertente su circostanze ed intercettazioni ambientali e telefoniche ricomprese in tale arco temporale. Nella precedente udienza dell’8 aprile il procuratore capo della Repubblica Rosa Raffa si era opposta fermamente sulla questione dell’estensione della decretata inutilizzabilità a tutti gli imputati, non ammissibile “per tardività della richiesta proposta”, ad accezione dell’ingegnere Giuseppe Contiguglia, dirigente comunale dell’Intersettore strategia e sviluppo del comune, completamente azzerato nel febbraio del 2014. Il suo legale, Massimiliano Fabio aveva infatti già eccepito l’inutilizzabilità al tribunale del Riesame ed alla Corte di Cassazione. Inoltre in sede di udienza preliminare aveva altresì sollevato le eccezioni accolte dal collegio. I giudici avevano altresì concesso ai difensori un termine, entro il 30 aprile, per la presentazione delle relative memorie.

Il collegio giudicante ha esteso le pregiudiziali parimenti a Contiguglia anche a tutti gli altri imputati. Nel corso dell’udienza è stato escusso Marco Donato Lemma, uno dei denuncianti e marito di Barbara Marino, titolare della cooperativa “Service”, il quale nel corso di un lungo esame ha risposto alle domande rivoltegli dal pubblico ministero, dai difensori Fabio per Giuseppe Contiguglia, Mercurio per Bruno Mancuso e dai legali delle costituite parti civili. Il processo come da prefissato calendario è stato aggiornato al prossimo 10 giugno per l’audizione del teste Marcello Donato Lemma. La vicenda risale al 21 luglio del 2015, quando il giudice dell’udienza preliminare (Gup) Ines Rigoli dispose il rinvio a giudizio per il senatore Bruno Mancuso, ex sindaco di Sant’Agata Militello, gli ingegneri Giuseppe Contiguglia e Calogero Silla, gli architetti e funzionari comunali Antonino Naso e Carmelo Gambadauro e la collaboratrice amministrativa Maria Grazia Meli Bartoloni. Tra gli 11 professionisti e tecnici esterni figurano Francesco Spitaleri, Francesco Armeli, Carlo Giuffrè, Vincenzo Cordone, Maria Teresa Giuliano, Emanuele Giusti, Bernardo Paratore, ex assessore comunale santagatese, Giovanni Amantea, Natale Iannaggi, Benedetto La Macchia e Cono Galipò. Prosciolti con formula piena dall’accusa di peculato il deputato regionale e sindaco di Capri Leone Bernadette Grasso e l’architetto Giuseppe Campisi. Condannato con rito abbreviato a 2 anni e 4 mesi dal Gup Rigoli l’architetto Sebastiano Liuzzo Scorpo, accusato di falso ideologico nell’ambito del progetto “Nebrodi Ospitalità Diffusa”, difeso dall’avvocato Alessandro Pruiti Ciarello.

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