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A “MAREvigliosamente Tus’A” anche il liceo artistico “Esposito”

Tusa – E’un’estemporanea di pittura, un muro bianco di ben 110 metri diventerà una grande tela da riempire con i colori del mondo, un muro di “integrazione in risposta all’Europa”.

Ideatrice e cuore-motore dell’iniziativa, partita oggi che si concluderà domenica, è l’architetto Antonietta Filangeri che per “MAREvigliosamente Tus’A” metterà all’opera un gruppo volutamente assortito ed eterogeneo. Insieme ai tanti artisti saranno presenti gli studenti dell’Accademia di belle arti di Palermo, i ragazzi dei licei artistici di Cefalù e di S.Stefano, gli alunni della scuola media di Tusa, che realizzeranno il bozzetto ideato dagli ospiti dell’istituto di pena per minori Malaspina di Palermo. Ci saranno anche giovani rifugiati e richiedenti asilo del Mali e del Gambia, del progetto Sprar a cui fa riferimento l’associazione Insieme Casa San Francesco di Palermo, e un piccolo gruppo di audiolesi dell’associazione onlus T-con Zero che fa terapia attraverso l’arte. «In un’epoca di chiusure, in cui sorgono nuovi muri per escludere le persone – dichiara Antonietta Filangeri – vogliamo realizzarne uno che nasce dall’integrazione di pezzi di umanità diversa e stridente e che, da Tusa, in provincia di Messina, guardando il mare, mostri all’Europa il senso profondo della fratellanza». La Filangeri ha dedicato il progetto alla città di Tusa e al padre Camillo Filangeri, architetto e docente universitario che, sul territorio nebroideo “ha investito culturalmente, studiandone gli aspetti storici legati al patrimonio architettonico”. Intensa ed affascinante l’opera del liceo artistico “CM Esposito” di S.Stefano. “Gli elementi che la pongono – spiega il vicario generale Domenico Boscia – sono locali e simbolici, nella composizione richiamano il movimento di un veliero che ha a prua una colonna simbolo di Halaesa ed a poppa la scogliera che si trova a Castel di Tusa, il tutto chiuso da una vela con i colori dei nostri tramonti che si aggrappa al sole, vela messaggera di cultura di conoscenza non solo di una realtà locala ma di una realtà universale”.

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