comizio sindoni

Enzo Sindoni saluta e chiede 4 punti fondamentali al suo successore

Capo d’Orlando – Un discorso di saluto carico di orgoglio, amore, passione che, nel suo caratteristico stile di grande oratore, trasudavano da ogni poro.

Momenti di rabbia, di accuse, di scuse, di ringraziamenti ma l’impressione avuta, ai saluti finali, è stata quella di un amministratore che, anche riconoscendo di aver commesso qualche errore, ha dato tutto quanto nelle proprie possibilità per il bene di Capo d’Orlando. Chi si aspettava un discorso legato principalmente all’attuale campagna elettorale è rimasto deluso. Qualche accenno c’è stato ma non sono mai stati fatti nomi di candidati. Il mix di passione, irritazione, lacrime, commozione, gesti, sorrisi e a volte espressioni dure che ha invaso una affollata piazza Matteotti ha coinvolto tutti. Chi lo ha sempre amato, chi lo ha combattuto, chi lo ha apprezzato e chi lo ha semplicemente conosciuto.

Visibilmente emozionato Enzo Sindoni ha esordito il suo saluto alla cittadinanza di sabato scorso in Piazza Matteotti ribadendo il suo orgoglio di essere orlandino.

Pochi riferimenti alla campagna elettorale ormai entrata nel vivo ma principalmente un discorso che ha voluto ricordare quanto fatto nei suoi 21 anni di amministrazione.

I primi ringraziamenti sono stati rivolti con gli occhi lucidi e la voce spezzata dall’emozione alla sua famiglia. Alla moglie Marilena e ai figli Giuseppe e Federica. Commozione e un lungo applauso hanno poi accompagnato il ricordo di Renato Maria Lo Presti, Antonio Librizzi, Patrizia Gazia, Gabriella La Rosa e Pino Librizzi. “Loro non sono qui, ma ci sono”.

Prendendo spunto da uno dei primi interventi della sua sindacatura, la “via Ovio”, Enzo Sindoni ha evidenziato come tante sono state le cose fatte. La messa in sicurezza con il cunettone a Piscittina, Via Pirandello, Parco di Scafa, Via dei Limoni chiarendo a chi amministrerà questo paese che ci sono alcune cose che non devono dimenticare. “I cittadini orlandini hanno compiuto la rivoluzione gentile ottenendo diritti e non favori. Non crediate che si possa nascondere il sole con un dito o pensare che questo paese non abbia compiuto un importante passo in avanti”.

Un importante punto toccato da Sindoni è stato quello legato alle contrade. “Oggi non sono contrade ma quartieri del nostro paese. Non c’è zona dove non ci sia una struttura sportiva, i servizi ed anche la luce perché ho fatto posizionare ben 1621 pali di illuminazione in questi anni ma non perché sono bravo ma perché il paese ne aveva bisogno”.

“Se abbiamo ottenuto risultati importanti è stato grazie soltanto alle nostre forze”, ha continuato Sindoni. Il riferimento è stato poi chiarito alla capacità di poter agire senza avere legami politici ma solo amando il paese. Uno dei pochi riferimenti alla campagna elettorale Enzo Sindoni lo ha riservato alle proposte che i candidati a Sindaco hanno avanzato, almeno ad alcune di queste. Ha infatti fatto cenno allo spostamento a monte del depuratore comunale e alla realizzazione dello svincolo autostradale che “avvicinerebbe di quattro minuti con la via del mare”. L’accento è stato messo sul potere decisionale che lo stesso Sindoni ha messo in evidenza in questi anni, portando a termine strutture e servizi senza dover attendere il politico di turno. “L’87% del nostro bilancio è autofinanziato. Non abbiamo bisogno niente più che il 13% dell’ammontare del bilancio del comune che è molto meno delle tasse che paghiamo alla nostra Regione infame e allo stato che ci ha abbandonato”.

Innegabile, secondo Sindoni, che a Capo d’Orlando c’è ancora bisogno di lavorare tanto e che bisogna ascoltare i giovani per capire quali sono le reali esigenze. I rapporti poco “socievoli” con il clero non gli hanno negato comunque di ristrutturare il simbolo cattolico di Capo d’Orlando, la chiesa Maria Santissima di Porto Salvo in Piazza Merendino grazie anche all’impegno di una associazione e di professionisti ricordando che il “cottolengo” ha delle risorse che il paese può sfruttare.

“Bisogna collegare alla Statale 113 la meravigliosa opera che ho realizzato, il Parco Sub Urbano di Scafa, ha continuato Sindoni. Mi scuso con voi per non esserci riuscito”.

Tra gli annunci fatti durante il saluto alla cittadinanza, Sindoni ha anche anticipato che un tratto della Via Trazzera Marina, che inizia oltre l’incrocio della Via del Mare e si conclude all’elipista, è già di fatto un nuovo lungomare e che verrà intitolato ad Annarita Sidoti.

“Capo d’Orlando ha comprato la piazza accanto alla stazione e andrà programmato un intervento per accogliere altri uffici comunali per liberare il piano terra del municipio che ospiterà una mostra permanente come disposto da Giacomo Miracola”.

“Bisogna collegare l’elipista alla via del mare, garantire ai giovani una grande opportunità ed evitare che emigrino. Per la prima volta verrà eletto un sindaco che avrà più di cinquanta anni, sintomo di una necessità di coinvolgere più giovani”.

Quattro gli impegni che Sindoni chiede di evidenziare pubblicamente ai due candidati a sindaco. “Voglio da voi un impegno pubblico. Il silenzio non ha significato. PRIMO – Siete due persone benestanti e voglio un vostro impegno pubblico che i vostre beni e le vostre proprietà non cambino destinazione con il prossimo Piano Regolatore Generale. SECONDO – Il tratto di strada demaniale da Forno a Bruca dovrà resterà sempre un percorso pedonale. TERZO – Assumete l’impegno che non sia più possibile edificare a Capo d’Orlando per un altezza superiore a 13,5 metri – QUARTO – Di continuare a impegnarvi per la demolizione di fabbricati abusivi. Dovete dirlo e dovete impegnarvi pubblicamente”.

Non sono mancati accenni anche sulla realizzazione della circonvallazione che collega la via Consolare Antica al parcheggio dei pullman di Piazza Lo Sardo. Una rivendicazione netta del proprio operato a discapito di chi voleva bloccare quei lavori, con una “infame denuncia”, perché l’opera, ha continuato Sindoni, era necessaria per Capo d’Orlando che oggi non vede più passare i mezzi sul lungomare o nei pressi di Piazza Matteotti.

“E’ necessario un patto etico. Bisogna scavalcare il concetto che alla minoranza non piaccia mai quello che fa la maggioranza o che un sindaco protesti anche in maniera eclatante per avere dei diritti”.

“Ho sicuramente commesso l’errore di fare da ombrello a chi mi è stato vicino. Permettetemi però di ricordare la prima storica Lista Orlandina, quella del 1994, perché in quel tempo quella che veniva identificata come una lista di muratori e calciatori ha lavorato tanto per fare bene. Abbiamo fatto squadra e il paese lo ha gradito”.

“Si chiude un ciclo. Credo di potermi congedare con serenità. Consegno il testimone a chi verrà ma l’importante che vada avanti perché indietro non si dovrà tornare. Ma ho delle scuse da fare. Ai miei detrattori, a chi mi ha provocato per non avervi risposto. Non ho tempo per odiare chi mi odia ma per amare chi mi ama. Mi scuso anche con tutti coloro che hanno avuto a che fare con me al Comune e che hanno subito la mia collera ma dico loro di continuare ad essere una macchina amministrativa straordinaria. Devo scusarmi con le persone che ho costretto ad abituarsi a fare le cose per bene.”

Il Sindaco Enzo Sindoni si è congedato dichiarando “Ho esordito dicendo che sono orgoglioso di essere orlandino. Oggi lo sono ancora di più”.

Print Friendly

clean-service


mt-infissi


uniscuole

Articoli Correlati

Close