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Frana di San Fratello, alla sbarra 10 persone

San Fratello – Iniziato nei giorni scorsi il processo dinanzi al giudice monocratico del tribunale di Patti Sandro Potestio nei confronti di Salvatore Brunello, Benedetto Carrini, Benedetto Gambitta, Giuseppe Iraci, Carmelo Macina, Cirino Scavone, Cirino Mancuso, Marianna Carrini, Antonino Vasi e Salvatore Lo Balbo, imputati per i reati di falso e  truffa aggravata per l’indebito ottenimento del contributo per l’autonoma sistemazione percepito nei mesi immediatamente successivi alla drammatica frana verificatasi nel febbraio del 2010.. La frana, considerata una delle più gravi mai verificatesi in Sicilia, colpì duramente gli abitanti del centro nebroideo determinando la distruzione di circa 100 ettari di territorio e costringendo  oltre 1000 persone ad abbandonare le loro abitazioni perché crollate o lesionate tanto da essere dichiarate inagibili. Tante opere pubbliche, la scuola e la chiesa  furono ricostruite , per miracolo non ci furono né morti, né feriti.  In tanti cercarono però di speculare e di trarre dei vantaggi economici dalla sfortunata vicenda. Il processo  scaturì a seguito dei controlli effettuati all’interno della cosiddetta “zona rossa”, fascia dichiarata  ad altissimo rischio ed inibita al pubblico, condotti dai carabinieri della locale stazione e dal corpo di polizia municipale, che evidenziarono la presenza di numerosi residenti all’interno delle abitazioni Nell’ambito di tale novero furono in particolare attenzionati tutti coloro i quali avevano presentato indebitamente istanza al comune per ottenere l’ammissione al contributo di autonoma sistemazione, riconosciuto e concesso con ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri a beneficio dei nuclei familiari costretti ad abbandonare le proprie case perché gravemente  compromesse dalla frana , tanto da dover trovare  sistemazione provvisoria in altri appartamenti del luogo o dei comuni viciniori. La procura di Patti avviò pertanto una serrata indagine a carico di tutti gli abitanti , i quali avevano dichiarato falsamente di essersi trasferiti in altri alloggi, pur continuando invero a rimanere all’interno delle proprie abitazioni danneggiate. Furono pertanto  rinviati a giudizio i 10 imputati  non soltanto per il reato di violazione del provvedimento dell’autorità determinato dalla mancata osservanza dell’ordinanza di sgombero delle abitazione e l’introduzione in zona rossa,  ma anche per falso e truffa aggravata. Nel corso dell’udienza sono stati escussi in ordine  i testi dell’accusa e del collegio difensivo rappresentato dagli avvocati Margherita Manasseri, Salvatore Lo Cicero,  Salvatore Ricca e Francesco Nicosia. Il giudice Potestio ha poi rinviato il processo al 6 marzo 2017.

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