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Comizio su disoccupazione e crisi economica

Mirto – Si è svolto ieri sera, presso la Piazza Vittorio Emanuele, il consueto comizio della Festa dei Lavoratori, tenutosi questa Domenica a causa delle avverse condizioni metereologiche di giorno 1 Maggio.

Sono intervenuti il Sindaco di Mirto Maurizio Zingales e la sindacalista della CGIL Donatella Ingrillì, in rappresentanza delle Confederazioni regionali dei sindacati.

Entrambi gli interlocutori si sono soffermati sulla disoccupazione crescente in tutta Italia e sul bisogno di applicare nuove misure a favore di tutti i lavoratori.

Maurizio Zingales afferma: “Il governo italiano negli ultimi mesi sta intervenendo solo per togliere i diritti dei lavoratori. La mancanza di occupazione è la vera emergenza di questo paese. I politici mettono al centro la supremazia del mercato, senza interessarsi della mancanza di lavoro. Oggi il mondo è dominato dalla finanza, dominano le ideologie del mercato, del liberismo e dell’austerità. La prospettiva è di fare continui tagli, non quella di investire. Il governo dovrebbe essere di centro-sinistra, ma invece porta avanti politiche liberiste di destra. L’Europa ordina e il governo obbedisce. Ancora più incomprensibile è l’atteggiamento del governo regionale. Infatti inconcepibili sono i tagli effettuati nei confronti dei Comuni. Sulla questione dei rifiuti la Regione non ha una strategia e anzi ha applicato sugli enti comunali il pagamento di un’eco tassa. Poi bisogna aggiungere anche l’abolizione delle Province, che toglie ancora più manovra d’azione ai nostri amministratori. Il lavoro è dignità, affrancamento, futuro. Solo il lavoro potrà portare futuro e benessere. Io mi impegnerò, insieme a tutti gli altri Sindaci, a portare avanti questa battaglia di civiltà”.

Donatella Ingrillì conclude il comizio, esprimendosi in questi termini: “Siamo in un periodo di crisi permanente, non si è creato nuovo lavoro, ma aumentano gli ammortizzatori sociali come la cassa integrazione e la mobilità in deroga. Il governo Renzi ha approvato lo scorso 27 Aprile in Parlamento il DEF (Documento di economia e finanza), in cui si prevede una politica di consolidamento delle finanze pubbliche, mentre non affronta politiche espansive come l’aumento dell’occupazione; inoltre non aumenta gli investimenti pubblici, ma programma solo i tagli di spesa, riferiti soprattutto alla sanità. Il DEF vuole applicare la riduzione dei salari reali e una limitazione della redistribuzione dal punto di vista economico, quindi non sono previsti aumenti di stipendio. I salari in tutto il settore della scuola, del metalmeccanico e del pubblico impiego sono fermi da anni, da circa 12 anni. Il governo minaccia interventi di contrattazione collettiva, vuole entrare nel merito dei contratti, in materia di contrattazione sociale (che invece dovrebbe essere una situazione a discrezione dell’azienda). Il Jobs Act ha garantito la precarietà, ha fatto proliferare le forme di precariato. In Sicilia c’è una crisi industriale impressionante, che riguarda il settore tessile, quello chimico, quello metalmeccanico, come lo smantellamento della FIAT di Termini Imerese. La disoccupazione giovanile in Sicilia è al 65% quella maschile e al 24,4% quella femminile. Noi come sindacato stiamo cercando di applicare un nuovo Statuto dei lavoratori, una nuova Carta dei Diritti dei lavoratori che parta dal basso”.

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