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Gotha V, richiesti complessivamente 200 anni di carcere

MESSINA – Duecento anni di carcere complessivi. E’ quanto hanno richiesto i sostituti procuratori della DDA di Messina, Vito di Giorgio e Angelo Cavallo, a carico degli indagati dell’Operazione Gotha 5 e dei filoni Gotha 5 bis e ter, considerati le nuove leve della mafia barcellonese. Ventinove gli imputati per i quali si è svolta ieri l’udienza dinanzi al Gup Eugenio Fiorentino. I PM hanno chiesto 14 anni per Giuseppe Cammisa e Sebastiano Torre; 12 anni per Salvatore Calcò Labruzzo e Giovanni Pino; 10 anni per Angelo Bucolo, Mario Pantè e Orazio Salvo; 9 anni per Tindaro Calabrese e per Antonino Calderone; 8 anni e 8 mesi più 6 anni per Marco Chiofalo e Giuseppe Ofria; 8 anni e 6 mesi per Nunziato Siracusa; 8 anni per Giuseppe Reale, Antonino Biondo e Filippo Munafò; 7 anni e 2 mesi per Maurizio Trifirò; 5 anni e 4 mesi per Alessio Alesci; 4 anni e 8 mesi per Santino Benvenga; 4 anni per Salvatore Artino e Franco Munafò; 3 anni e 8 mesi per Salvatore Campisi e Santo Gullo; 3 anni e 4 mesi per Antonino Genovese; 2 anni per Miloud Essaoula; un anno e 2 mesi per Agostino Campisi.

Hanno usufruito delle attenuanti i collaboratori di giustizia Alessio Alesci, Salvatore Artino, Salvatore Campisi, Santo Gullo, Franco Munafò e Nunziato Siracusa.

Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, dei reati di associazione mafiosa, estorsione, detenzione di armi, rapina, furto, stupefacenti e incendio.

Oltre a tracciare un quadro completo sul mercato della droga nel comprensorio di Barcellona- Milazzo, l’operazione Gotha 5 ha acceso i riflettori sulle estorsioni a imprenditori e commercianti, nonché sull’incendio che danneggiò il ritrovo “Villa Ligà” di Portorosa nell’agosto 2014 e la motonave “Eolo d’oro” nel dicembre dello stesso anno.

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