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Beni alienati… ma a che prezzo?

Capo d’Orlando – Uffici acquedotto, ex acquedotto ed ex caserma dei vigili urbani. Tutti beni che il Comune ha venduto ma senza incassare liquidità e per evitare decreti ingiuntivi.

Ultimo caso quello relativo alla stipula dell’atto di transazione dell’ex caserma V.U. sul lungomare Andrea Doria.

In sintesi, il Comune di Capo d’Orlando, per non subire la procedura esecutiva conseguente al decreto ingiuntivo n. 152/2015 ottenuto dal Tribunale di Patti da Trigeo S.r.l., notificato all’Ente il 22 marzo 2015, per un importo di ben 381.036,29 €, ha deciso di procedere con un atto di transazione bonaria, ricevendo da Trigeo solamente diecimila euro per la vendita alla predetta Società dell’ex Caserma dei Vigili Urbani.

Quindi la realizzazione della strada Via Finocchiaro Aprile e del muro che la costeggia, per i quali sono in corso un’indagine penale e un procedimento delle Corte dei conti, sono costati all’Ente il valore dell’immobile dell’ex caserma nel Lungomare Andrea Doria. La Società che ha realizzato i lavori della strada, che già adesso presenta notevoli criticità, ha versato al Comune, al momento della stipula della transazione, la somma di € 10.983,84 a saldo, mediante bonifico bancario presso la Tesoreria del Comune di Capo d’Orlando.

A saldo, si perché anche il precedente pagamento, dopo essersi aggiudicata l’alienazione dell’importante struttura posizionata in una delle zone più strategiche di Capo d’Orlando, venduta per un importo di € 1.126.125,00, sembra sia stato effettuato per coprire gli importi di fatture che Trigeo S.r.l. aveva emesso al Comune per la realizzazione della strada che collega la Via Consolare Antica alla Circonvallazione e che non erano state pagate. Di conseguenza, va da se, che la strada in questione sia complessivamente costata al Comune oltre un milione e duecento mila euro.

Da questo momento in poi il Comune di Capo d’Orlando non ha più nulla a che pretendere dalla Scoietà paladina visto l’atto di transazione bonaria.

Ma anche gli uffici “acquedotto” sempre sul Lungomare Andrea Doria sono stati acquistati da un’altra impresa con lo stesso meccanismo da scomputo di fatture presentate al Comune per lavori eseguiti e affidati direttamente.

Un altro esempio è la realizzazione del muro a tutela del depuratore. Sembra infatti che l’Ente ha dato come contropartita, per la realizzazione dell’opera, i locali dell’ex acquedotto ai piedi del Monte della Madonna.

Tra i beni alienati e venduti per la realizzazione di opere anche la casa albergo per anziani di contrada Catutè. Ma qui la situazione è differente perché al contrario degli altri beni alienati qui ad acquistare non è stata la stessa azienda che ha svolto dei lavori su incarico diretto del Comune. I soldi incassati dalla vendita degli immobili, sono serviti per pagare i lavori di riqualificazione di un tratto di lungomare, compresa la distruzione del muretto realizzato soltanto qualche anno fa e costato diversi milioni di euro.

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