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Parla la donna che ha occupato la casa di Micalizzi e lo denuncia! “Ci ha sequestrati per 48 ore”

Sant’Agata Militello – La donna accusata di aver occupato la casa ha denunciato Micalizzi e racconta a 98zero la sua versione dei fatti.

Continua a destare scalpore l’occupazione dell’alloggio popolare del santagatese Giuseppe Micalizzi, divenuta un caso d’interesse nazionale, a seguito della trattazione della vicenda dalla trasmissione “Quinta Colonna”, condotta su rete 4 dal giornalista Paolo Del Debbio.

Nei giorni scorsi Dyletta Beciri Bukurije, la giovane che dimora abusivamente nell’immobile con il figlio di 3 anni, da oltre un mese, ha sporto denuncia-querela alla locale stazione dei carabinieri nei confronti di Micalizzi.

Dopo l’amaro sfogo in diretta televisiva di Giuseppe Micalizzi, Dyletta ha voluto raccontare con dovizia di particolari la sua verità. “Ho 35 anni, sono cittadina italiana di origine croata e non romena come si è sempre detto, sono nata e cresciuta a Roma, prima di trasferirmi a Sant’Agata. “Dopo aver litigato con il mio compagno, mi sono allontanata dalla casa in cui prima abitavo, ritrovatami sola con mio figlio, ho visto l’abitazione di via Enna numero 11 al primo piano rialzato, che sapevo essere disabitata poiché situata nelle vicinanze di una villetta comunale in cui mi reco abitualmente e mossa da grande necessità, senza amici, né parenti, che potessero aiutarmi ho forzato la persiana del balcone laterale e sono entrata all’interno dell’appartamento. “Ho fatto tutto da sola – ribadisce Dyletta – per il bene del mio bambino, non sono stata aiutata da nessuno, la casa non era abitata, l’ho trovata in pessime condizioni”.

Dopo circa 3 o 4 giorni Micalizzi, figlio del deceduto assegnatario dell’alloggio popolare, si presentò con i carabinieri per rivendicarlo, ma quando i militari si allontanarono si appropriò della chiave inserita nell’apposita serratura e mi chiuse dentro insieme al bambino, dicendomi “Da dove sei entrata, ora esci”. Siamo rimasti praticamente sequestrati per 48 ore fino a quando fui liberata dal mio ex compagno, che non riuscivo a contattare telefonicamente. Nel frattempo mio figlio stava malissimo, aveva la febbre alta e vomitava.”

“Anch’io sto male- afferma la giovane a breve dovrò subire un intervento al piede non posso camminare, a seguito di un incidente automobilistico”. Il mio ex compagno non vive con noi, ma viene a trovare il figlio. Ho portato all’interno della casa una cucina, utensili e quanto necessario per vivere, al mio ingresso non c’era né acqua né luce, ho sistemato i mobili del proprietario all’interno di una stanza”.

Micalizzi non è potuto più rientrare nella sua abitazione se non accompagnato dalle forze dell’ordine, le quali constatata la presenza di un minore nell’alloggio, non hanno potuto effettuare lo sgombero essendo necessario in questi casi l’intervento di un’assistente sociale. Attualmente ospitato dalla sorella, l’uomo ha manifestato tutto il suo disagio, ma anche rabbia ed indignazione per essere stato lasciato solo dalle istituzioni comunali ed un sentimento di umana pietà nei confronti dell’incolpevole bambino. Assistito dall’avvocato Alberto Letizia privato del proprio immobile, adesso dovrà anche difendersi dalle accuse mossegli da Dyletta Beciri Bukurije.

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