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Omicidio De Francesco, Adelfio Perticari si costituisce al carcere di Gazzi

MESSINA – Aveva capito che il cerchio intorno a lui si era stretto troppo. Così Adelfio Perticari, 46 anni, accusato dell’omicidio del ventenne Giuseppe De Francesco, avvenuto a Camaro lo scorso 9 aprile, ha deciso di costituirsi. Intorno alle 14,30 si è presentato spontaneamente presso il Carcere di Messina Gazzi. Qui i Carabinieri del Nucleo Radiomobile gli hanno notificato l’ordinanza emessa dal Gip Maria Teresa Arena.

L’uomo era ricercato da 48 ore. I Carabinieri del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Messina Centro non lo avevano infatti trovato nella sua abitazione, dove si erano recati per notificargli l’ordine di carcerazione. Adesso Adelfio Perticari dovrà rispondere di omicidio volontario per avere sparato i due colpi che sono costati la vita a Giuseppe De Francesco. Le telecamere della via Gerobino Pilli lo avevano ripreso in sella a uno scooter poco prima degli spari. La sua mano era appoggiata al fianco, come se tenesse una pistola. Poco dopo, le stesse telecamere inquadrano la vittima che viaggiava sempre a bordo di uno scooter e nella stessa direzione di Perticari.

La sparatoria è poi avvenuta in una traversa adiacente il bar di Adelfio Perticari, dove non insistono telecamere di videosorveglianza. Ripresa anche la scena del trasporto del giovane ferito in ospedale dopo essere stato caricato su un’autovettura. Giuseppe De Francesco spirerà successivamente all’Ospedale Piemonte.

Alla base dell’omicidio ci sarebbe una questione di “sgarri”. Sembra che il mese scorso Giuseppe De Francesco sia passato da tutti i negozi della zona, intimando di abbassare le saracinesche in occasione di un corteo funebre. Tutti i negozi, compresi il bar di Perticari, dove al momento si trovava il figlio del titolare. Quella saracinesca è rimasta alzata al passaggio del feretro e ciò avrebbe causato l’ira di De Francesco che avrebbe picchiato il figlio di Adelfio Perticari.

Nei giorni scorsi, i Carabinieri avevano arrestato con l’accusa di favoreggiamento personale Giovanni D’Arrigo, 39 anni e Rosario Maccari, 22 anni. Hanno sempre negato di essere stati sul luogo del delitto e fatto scena muta durante l’interrogatorio di garanzia. Eppure le immagini della videosorveglianza li avevano inquadrati proprio in via Gerobino Pilli.

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