precari sant agata

I precari incrociano le braccia. Da ieri sono in stato di agitazione

Sant’Agata Militello – Il personale precario dipendente a tempo determinato in servizio nel comune ha proclamato da ieri mattina lo stato di agitazione.

Gli 89 lavoratori precari in forza all’ente tra i quali si annoverano 79 “contrattisti” e 10 aventi un contratto di diritto privato di durata quinquennale, oltre i circa 40 operatori ASU (Attività Socialmente Utili) si sono riuniti nell’aula consiliare ed organizzato dalle ore 9 alle 12 un’assemblea. I lavoratori hanno proclamato lo stato di agitazione, poiché alla luce legge regionale numero 3 del 2016, in materia di processi di stabilizzazione approvati dalla Regione Sicilia, si legge tra l’altro nella nota diramata dal sodalizio “non intendendo più subire passivamente scelte che compromettano in modo irreversibile la continuità dei rapporti di lavoro in essere a far data dal 1 gennaio 2017 per assecondare un volere nazionale  che dispone la mobilità presso gli enti locali del personale che risulta in esubero presso le dismesse province regionali”.

Gli impiegati in agitazione dicono fermamente “no” al personale delle province nei comuni ed alla decurtazione di somme dovute a compensazione degli squilibri finanziari, mentre rivendicano la riserva dei posti vuoti in dotazione organica a favore del personale precario. L’assemblea ha inoltre sollecitato l’amministrazione comunale affinché chieda con urgenza audizione all’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali, unitamente al personale in servizio con contratto a tempo determinato, per il prossimo 28 aprile. Giuseppe Gardenia, coordinatore del Movimento Giovani Lavoratori(MGL) dichiara :” Entro il 18 maggio il Consiglio dei Ministri è chiamato a pronunciarsi sulla legittimità costituzionale della legge finanziaria regionale approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) , assolvendo così al compito che prima era demandato al Commissario dello Stato. Se da una parte si attende con trepidazione l’esito incerto su ciò che il Consiglio dei Ministri andrà a pronunciare, non possiamo fare a meno di evidenziare che la stessa norma porta con sé alcune anomalie in materia contabile, di fatto la stessa trova copertura per 500 milioni di euro solo sulla carta, a seguito di un impegno formale assunto da Roma nei confronti del presidente Crocetta, ma di fatto nessuna somma risulta ad oggi incamerata nelle casse della regione, somme a cui è subordinata anche la copertura finanziaria dei contratti prorogati negli enti locali fino al 31 dicembre 2016”.

“Ciò che non può passare inosservato – ribadisce Gardenia – è che la Regione Siciliana incurante di ciò, nella commissione Bilancio riprenda l’esame del disegno di legge che ripropone alcune norme escluse dal presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone o bocciate in occasione dell’esame della legge di Stabilità, proprio per mancata copertura, prevedendo nuova spesa”.(*

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