Ismete-Selmanaj

Sabato 30 aprile la presentazione del nuovo libro di Ismete Selmanaj

Capo d’Orlando – Verrà presentato sabato 30 aprile alle ore 18 presso la Pinacoteca Comunale LOC di Via Del Fanciullo il nuovo libro della scrittrice di origini albanesi ma da 24 anni residente a Rocca di Capri Leone Ismete Selmanaj per Bonfirraro Editore.

L’iniziativa è stata inserita nell’ambito del tema nazionale F.I.D.A.P.A. “I talenti delle donne: una risorsa per lo sviluppo sociale, economico e politico del nostro paese”. La sezione di Capo d’Orlando della F.I.D.A.P.A., il Comune e l’Associazione “Recitando e Parolando” hanno così organizzato la presentazione del libro dal titolo “I bambini non hanno mai colpe” che vedrà, oltre i saluti introduttivi di Paola Sarasso, Francesca Pietropaolo e dell’amministrazione comunale, gli interventi di matteo mandalà, professore ordinario presso l’università degli studi di Palermo, del nostro direttore responsabile Antonio Puglisi e dell’editore Salvo Bonfirraro. Coordinerà i lavori Giusetta Cavolo con la presenza annunciata dell’autrice del libro.

locandina  I BAMBINI PER CAPO D'ORLANDO

“I bambini non hanno mai colpe”, in uscita il 18 aprile, si propone come romanzo dai toni serrati del thriller, denuncia della pedofilia e non solo: il ritrovamento del corpo di un uomo al parco dal passato inquieto e le ricerche di Martin scuotono la vita di Gjergj e Sokol, 2 fratelli, ora adulti, fuggiti dai dolorosi “giorni” di bambini, vittime di abusi, testimoni della morte del padre, e chiamati al debito di sangue da onorare secondo l’antico codice consuetudinario albanese del Kanun, mentre le indagini di Andi, capo della polizia, esperto in lotta al traffico di esseri umani, approdano ad un caso di pedo-pornografia.

 

Quella dell’abuso sui minori, con radici in un fenomeno nuovissimo della terra albanese dopo la dittatura ed il comunismo ossia vendette di sangue in nome di una distorsione del medievale Kanun, che prevede il diritto a vendicare l’uccisione di un familiare. «È una storia un po’ complicata: inizia con due fratelli sulle montagne del Nord che sono testimoni della morte del padre ed il problema nasce, dichiara la Selmanaj, quando il nonno punta il dito contro di loro, prima li accusa della morte del figlio e poi li chiama al debito di sangue, dal quale si salverebbero solo restando chiusi in casa. Abusati sessualmente e nella trappola del debito. Dopo la dittatura c’è un ritorno del Kanun ma degenerato: ci sono bambini già nati in debito di sangue o si uccide in nome del Kanun ma non è Kanun».

Scrittrice per passione

E la Selmanaj, che presenterà il libro a Capo d’Orlando, è in realtà un ingegnere edile: «Ho sempre avuto la passione per la letteratura e pensavo di continuare anche negli studi ma in Albania in quegli anni sotto la dittatura non sceglievi tu ma decideva lo Stato: servivano ingegneri, così ho studiato ingegneria, poi mi sono fermata ed, infine nel ’91 mi sono laureata. Nel ’92 sono arrivata in Italia: i primi anni sono stati molto difficili, ho fatto tutti i lavori, poi c’è stata la svolta e siamo riusciti con mio marito – siamo entrambi ingegneri – abbiamo 3 figli – il più grande studia medicina – che sono il nostro orgoglio, ed alla fine sono tornata alla mia grande passione della scrittura con 2 romanzi, uno dietro l’altro, riscritti da me in italiano. Quasi 40 case editrici erano disponibili, è andata bene con mia grande sorpresa: il primo “Verginità Rapite” – che era stato pubblicato in albanese da una grande casa editrice albanese – in Italia è stato presentato in tante scuole».

«Dopo qualche mese ad Ancona, dove c’era un parente, siamo andati a Brolo, dove c’era un vecchio amico e da allora con mio marito siamo rimasti in Sicilia, dove come in Albania è forte l’ospitalità», conclude l’autrice sui suoi quasi 25 anni “siciliani”.

Print Friendly

clean-service


mt-infissi


uniscuole

Close