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Fondazione Piccolo: “Noi pretendiamo rispetto Assessore!”

Capo d’Orlando – Botta e risposta tra l’assessore regionale Carlo Vermiglio e il CdA della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella. Al comunicato stampa diffuso ieri dall’assessore ai Beni Culturali rispondono oggi il presidente Giuseppe Benedetto, Aurelio Pes, Andrea Pruiti Ciarello e Alberto Samonà.

Di seguito la lettera di risposta inviata all’assessore Vermiglio

Signor Assessore,

non vogliamo mancarLe di rispetto affermando che Lei non capisce ma la preghiamo di avere altrettanto rispetto per noi, per quello che diciamo e per quello che rappresentiamo. Abbiamo scritto e detto in ogni sede che non “cerchiamo denari” ma offriamo progettualità.

Il Suo comunicato di ieri sera, in cui informa che finalmente, a tanti mesi di distanza, è stato emanato un decreto (non si comprende bene per decretare cosa, visto che si tratta di un incasso dovutoci iure privatorum e non di un finanziamento pubblico), al fine di consentirci, un giorno, di ottenere quanto è nel nostro diritto. Infatti, i soldi sono stati incassati dalla Regione grazie ad una mostra da noi organizzata e il Suo decreto, guarda caso datato solo ieri, dimostra che è arrivata al Suo assessorato solo l’eco delle nostre proteste ma non il contenuto delle nostre proposte.

Noi pretendiamo rispetto!

Le evidenziamo, come dovrebbe ben sapere, che c’è una legge in vigore nella Regione che Lei amministra: è la legge Regionale n.51 del 1995. In quel provvedimento sono indicate quattro istituzioni culturali, tra cui la Fondazione Piccolo, evidentemente ritenute meritevoli di un provvedimento ad hoc, destinatarie di previsioni legislative da anni regolarmente disapplicate dalla Regione Siciliana.

Orbene Signor Assessore, secondo il principio di legalità conosciuto a casa nostra, le Leggi si applicano o si abrogano. Non si ignorano. I suoi Uffici, da anni conoscono la problematica; abbiamo inviato numerose missive a proposito. Tutte regolarmente rimaste senza riscontro, con le quali sollecitavamo sostanzialmente l’applicazione di quelle norme. Si faccia dare il carteggio dai Suoi solerti funzionari o, se lo ritiene, glielo possiamo fare avere noi. Solo dopo che sarà sciolto questo nodo potremo decidere tutti insieme il futuro per la “casa del Gattopardo”, per quella Villa Piccolo che vuole continuare a rappresentare un faro di civiltà, bellezza, cultura e legalità per la nostra Sicilia.

Restiamo in attesa. Con i migliori saluti. Giuseppe Benedetto Aurelio Pes Andrea Pruiti Ciarello Alberto Samonà CdA Fondazione Piccolo

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