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Flop referendum. Niente quorum, è la disinformazione a vincere. Tutte le percentuali dell’hinterland

Capo d’Orlando – Avete provato a chiedere a chi si è recato alle urne domenica perché lo ha fatto? Noi si, all’uscita dei seggi e le risposte ricevute hanno evidenziato una disinformazione diffusa sia del reale quesito posto dal referendum sia sulle motivazioni che hanno spinto a votare per il SI o per il NO.

Ci siamo sentiti rispondere che era un referendum per dire NO alle trivelle in mare, che votando SI non si sarebbe consentito di far trivellare le nostre meravigliose spiagge, che votando SI avremmo preservato il nostro mare. In realtà il quesito era molto più semplice e probabilmente meno impegnativo di quanto si potesse immaginare. In sintesi votando SI si consentiva la trivellazione degli impianti esistenti soltanto sino alla fine della concessione firmata e non, come succede adesso (e come succederà visto il mancato raggiungimento del quorum) sino all’esaurimento di petrolio da estrarre.

Le polemiche sul mancato raggiungimento del quorum hanno coinvolto praticamente tutti. Dalla politica, agli attivisti e ai semplici sostenitori del SI o del NO soprattutto sui social network. Ma c’è stato anche chi ha sostenuto l’astensione che, nonostante quanto si legge ancora oggi, rimane un diritto alla stessa stregua di votare, riconosciuto dalla costituzione.

A Capo d’Orlando hanno votato in 3.548 su 10.852 elettori aventi diritto. Nelle 13 sezioni scrutinate, dunque, il 32,69% degli orlandini ha espresso il proprio voto e, nello specifico, 3.244 hanno votato SI e 256 NO. Ci sono state anche 20 schede bianche e 28 giudicate nulle.

A Brolo affluenza più bassa con il 27,18% dei votanti, come a Patti con il 29,26%, Sant’Agata Militello 26,60%, Torrenova 30,05%, Gioiosa Marea 26,80% .

Di seguito i dati relativi all’affluenza nei Comuni del nostro hinterland ordinati da quello con maggiore numero di votanti sino ad arrivare a San Fratello che ha fatto registrare poco più del 10%. Il primo dato che salta all’attenzione è l’affluenza nei Comuni interessati dagli impianti di raffineria del petrolio che occupano le prime tre posizioni senza però raggiungere nemmeno il 40% dei votanti.

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