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Sbigliettamenti a Tindari e Villa Romana, numeri e stato di salute dei due siti

Patti – Scorrendo i dati relativi alla fruizione dei beni culturali in Sicilia nel corso del 2015 è possibile fotografare in maniera più o meno nitida lo stato di salute dell’area archeologica di Tindari e della Villa Romana di Patti Marina, i due più importanti siti pattesi di interesse storico, culturale e architettonico.

Bene il primo con 48.750 visitatori, un incasso di 138.493 euro e un incremento di circa 20mila euro rispetto all’anno precedente. Trend positivo, con le dovute proporzioni, anche per la Villa Romana dopo la parabola discendente del 2014: il sito di Patti Marina incrementa i visitatori, soprattutto i paganti, e chiude il 2015 con un incasso di 4.384 euro (circa 1.300 euro in più rispetto all’anno precedente). Numeri non certo paragonabili a quelli di Tindari, ma che premiano comunque gli sforzi compiuti nell’ultimo semestre del 2015 da Assessorato, Sopraintendenza, Comune, Università e associazioni private.

Insomma, il seme sembra sia stato gettato e l’annuncio dell’avvio di una nuova campagna di scavi, nonché  di prossimi interventi sulla copertura e sui mosaici aggrediti dall’umidità, a meno che non si yratti dei soliti proclami, fanno ben sperare in un’inversione di tendenza sul medio periodo.

L’altra buona notizia vale per l’intera provincia di Messina che con 5.038.220mila euro di introiti e 857mila visitatori è la prima tra le siciliane in termini di fruizione dei beni culturali con un incremento del 17,75% rispetto al 2014. Naturalmente a recitare la parte del leone è il Teatro antico di Taormina con il museo naturalistico dell’Isolabella (4milioni 671mila euro e 725mila visitatori).

Sul podio, ma a distanze abissali, l’area archeologica di Tindari e il museo eoliano “Bernabò Brea” di Lipari che insieme sfiorano i 280mila euro di incasso per un totale di circa 90mila visitatori. Del resto, lo “specchietto” consultabile sul sito istituzionale dell’assessorato non lascia spazio a fraintendimenti: in termini di accessi e sbigliettamenti, il divario tra i beni culturali di casa nostra e i più gettonati siti dell’Isola è a dir poco abissale. Insomma, alle nostre latitudini c’è ancora parecchio da lavorare.

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