Lo Bianco

Uccisa mentre faceva jogging. Il marito “Ha ucciso mia moglie e organizzato festa per aver scampato il carcere”

Sant’Agata Militello – Amaro sfogo di Ignazio Bontempo, marito della santagatese Rosanna Lo Bianco, investita mortalmente, in provincia di Livorno, da un pirata della strada il 31 agosto del 2015.

Martedì scorso si sarebbe dovuta celebrare l’udienza di discussione innanzi al tribunale di Livorno nei confronti di Simone Carmignani, imputato di omicidio colposo, ma è stata rinviata al prossimo 7 giugno. Il giovane, 28 anni, in sede di udienza preliminare chiese di essere ammesso al rito abbreviato. Bontempo, non riesce a trattenere tutta la sua indignazione: ”Ciò che mi fa più rabbia e rinnova ogni giorno il dolore per la tragica scomparsa di mia moglie è il pensiero che questo ragazzo, due giorni dopo essere stato ristretto agli arresti domiciliari, organizzò una festa con gli amici per la felicità di essere scampato al carcere, incurante di avere stroncato una vita e distrutto un’intera famiglia”. Quella mattina alle ore 7:30 Rosanna 54 anni, madre di due ragazzi, trasferitasi al nord per motivi di lavoro, nata e cresciuta a Sant’Agata Militello, dove risiede l’intera famiglia d’origine, solare ed allegra, amata e stimata da tutti, era uscita di casa per fare jogging lungo la statale provinciale 555. Il fatale destino volle che incrociasse sul suo cammino Carmignani, alla guida della sua auto, sotto effetto di stupefacenti, circostanza questa acclarata durante il processo poiché sottoposto ad esami clinici e successivamente alla consulenza tossicologica effettuata dal perito del pubblico ministero.

Il pirata, giunto sulla statale “Le Murelle” investì violentemente Rosanna Lo Bianco, straziandone il corpo. L’imputato, allontanatosi dal luogo del sinistro, chiamò i carabinieri e simulandolo segnalò il furto della propria auto. Una versione, che da subito non fu creduta, piena di palesi contraddizioni, tanto che una pattuglia lo fermò poco più avanti, subito dopo la telefonata. Simone, fu arrestato con l’accusa di omicidio colposo, simulazione di reato ed omissione di soccorso e confessò di avere investito la vittima, assistito dal legale livornese Erika Vivaldi.

Il marito Ignazio Bontempo ricorda il momento del rinvenimento del cadavere della moglie: “Affranto dal dolore ed impotente innanzi a quell’immane tragedia dovetti, giunto sul posto, tenere mio figlio, 23 anni, alla vista del corpo straziato della madre. Momenti che non dimenticherò mai. Ora attendiamo che la giustizia faccia il suo corso”. Il marito ed i figli si sono infatti  costituiti parte civile con l’avvocato Michele Cipriani del foro di Firenze,i fratelli e la madre con il legale di fiducia e Anna Maria Celi del foro di Patti, la sorella Anna  residente a Sant’Agata, costituitasi parte civile è rappresentata dall’avvocato Alessandro Nespola del foro di Patti. Tutti i familiari chiedono all’unisono giustizia per la vittima, affinchè al pirata della strada, colpevole della sua morte, sia comminata un’equa condanna.

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