Foto Incendio

Il giorno dopo l’incendio: cenere e rabbia

Santo Stefano di Camastra – L’odore di fumo è fortissimo, un’intera vallata è ridotta in cenere.Il nero è interrotto solo dalle carreggiate della A20 che, perentoriamente, dà la sensazione di dividere in due il fronte infuocato.

Nessun ferito, nessun danno alle case ma decine e decine di ettari in fumo e la paura di chi è dovuto correre tra caldo, fuoco e vento nel tentativo di mettere in salvo, mucche, capre, pecore ed asini. Difficile indicare con chiarezza la zona interessata che interesse i comuni di S.Stefano e Caronia e una decina di contrade: Ortora, Petralia, Marullo, Perirotta, Gunnimmari, Vignala e Rana, ancora più difficile tradurre i nomi di zone di campagna in cui allevatori ed coltivatori vivono per lavoro e passione. Per 24 ore le fiamme hanno imperversato sospinte ed accese dallo scirocco, le raffiche erano talmente forti che il canadair ha potuto effettuare solo due lanci. Sul posto sono intervenute le squadre dei vigili del fuoco di Sant’Agata Militello e Patti, la guardia forestale e i carabinieri di S.Stefano. La situazione è apparsa ancora più difficile nel pomeriggio, quando le fiamme hanno lambito le corsie della statale 113, costringendo i vigili urbani di stefanesi a regolare il traffico. In serata, sono riusciti ad “uscire” i volontari del distaccamento di S.Stefano, che per mancanza di personale non possono garantire operatività h24, il cui intervento si è rivelato fondamentale. Gli uomini, agli ordini del comandante Nino Torcivia, conoscono bene la zona e con i mezzi anti incendio sono riusciti ad arrivare anche nelle zone più impervie indicando la strada ai vigili del fuoco presenti. Quel che resta adesso, a parte macchina mediterranea in fumo e secolari alberi di ulivo inceneriti, è la rabbia di residenti ed abitanti delle zone interessate che provano a ripulire le campagne e gli occhi, subendo disagi e costi.

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