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Donna morta dopo il parto: la madre sporge denuncia

Sant’Agata di Militello – E’ stata la madre della giovane donna morta lo scorso 23 marzo dopo aver dato alla luce una figlia nell’ospedale di Sant’Agata Militello a sporgere denuncia per far luce sulle cause del decesso. Il tragico destino di O.I. P., 35 anni di origine rumene, strappata prematuramente alla vita a poche ore dal parto ha commosso tutti. Dopo la querela della nonna della neonata, il magistrato incaricato ha bloccato l’esame autoptico sul cadavere della sfortunata, la quale da oltre una settimana si trova nell’obitorio dell’ospedale di Patti, nel quale è avvenuto il decesso della puerpera, subito dopo il trasferimento dal presidio santagatese.

Il magistrato ha sequestrato la cartella clinica ed ha nominato un nuovo perito per esaminare il carteggio dei documenti redatti dai medici. Il fascicolo in possesso del direttore ospedaliero di Patti Eugenio Ceratta è passato al vaglio degli inquirenti per accertare la sussistenza di eventuali responsabilità. Sembra infatti che solo ieri  siano stati effettuati, previa autorizzazione,  dei prelievi sul cadavere della donna. Ricoverata nel reparto di ostetricia santagatese alle ore 1:10 di martedì notte, in condizioni di travaglio attivo, aveva generato alle ore 2:00 circa con parto naturale una bella e sana neonata. Nulla lasciava presagire il triste epilogo, che si sarebbe verificato di lì a poco. All’inizio infatti sembrava fosse andato tutto bene, secondo routine, assistita dal medico ginecologo di turno, Lucia Dotto, dall’ ostetrico Domenico Gotta e dalle infermiere Mariolina Parrino e Anna Porcello, ma poche ore dopo il parto è sopraggiunta una grave emorragia con abbondante perdita ematica. Rilevate subito le condizioni critiche, la puerpera è stata sottoposta dai medici alle terapie del caso assistita dall’equipe di anestesisti ed una volta stabilizzata ne è stato disposto il trasferimento all’unità di terapia intensiva di Patti, rivelatosi vano.

La cartella clinica della donna era stata trattenuta dal direttore ospedaliero del nosocomio di  Sant’Agata, Mario Portera, insieme alla relazione  del primario del reparto ostetricia, Umberto  Musarra,  ed era stata sottoposta a Palermo,  all’esame dei  componenti della commissione regionale sanitaria, del Percorso Nascita. La sfortunata, residente a San Fratello  lascia la figlia , il convivente A.C. , i genitori ed un figlio di 16 anni concepito quando ancora abitava in Romania. Solo poco prima del trasferimento a Patti i medici appresero che la giovane al termine della prima gravidanza,  era stata ricoverata in ospedale per più mesi sempre a causa di complicanze dovute a perdite ematiche post partum. Forse conoscendo meglio la sua anamnesi i sanitari avrebbero potuto salvarla dalla morte improvvisa e fulminante.

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