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Giovane orlandino si difende: “la cocaina usata come antidolorifico”. Pena ridotta in Appello

Capo d’Orlando – La Corte di Appello di Messina presieduta dal giudice Antonio Brigandì  ha riformato la sentenza di condanna inflitta in primo grado ad un 28enne di Capo d’Orlando assistito dall’avvocato di fiducia Nunziatina Armeli.

Il giovane, classe 1988, nel settembre del 2009 , fermato a bordo di un’auto di grossa cilindrata in prossimità del casello autostradale di Capri Leone dalle forze dell’ordine, nello svolgimento di un controllo di routine, fu trovato in possesso di 10 grammi di cocaina, che deteneva occultati in un pacchetto di sigarette all’interno di una scarpa.

L’uomo, processato con rito abbreviato per il reato di detenzione per uso personale della sostanza stupefacente innanzi al giudice del tribunale di Patti Ugo Molina, fu condannato alla pena di 9 mesi di reclusione ed al pagamento di una multa di 4 mila euro. L’imputato motivò il possesso della cocaina , affermando “che si sarebbe servito della sostanza come antidolorifico, poiché si era operato al femore”, circostanza effettivamente provata dalla documentazione medica esibita e che l’acquisto della droga, pari a circa 600 euro, sarebbe avvenuto grazie al sussidio di disoccupazione da lui percepito pochi giorni prima.

Nei giorni scorsi la Corte ha parzialmente accolto i motivi del ricorso eccepiti dalla difesa e riformato la pena in 6 mesi di reclusione e statuito il pagamento di una multa di 400 euro. Il legale Armeli, non appena saranno depositati i motivi della sentenza di secondo grado,  proporrà ricorso per Cassazione. “Non è stato provato – ribadisce Nunziatina Armeli- che il mio assistito avesse collegamenti con la criminalità dedita allo spaccio, né è stata acclarata l’efficacia psicotropa della sostanza rinvenuta”.

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