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Violentarono in gruppo una quindicenne più volte. In Appello confermate le condanne

Acquedolci – La Corte di Appello di Reggio Calabria, Sezione Minori, decidendo su rinvio della Suprema Corte di Cassazione, ha confermato la sentenza penale di condanna a 3 anni di reclusione, pena sospesa, inflitta  a 4 giovani santagatesi, minori all’epoca dei fatti, imputati del delitto di violenza sessuale ai danni di una quindicenne affetta da inferiorità psichica e di atti osceni in luogo pubblico.

Il giudice di prime cure aveva  infatti comminato a 3 ragazzi la pena di 4 anni e 4 mesi di reclusione ed aveva assolto uno di questi , perché ritenuto non imputabile al momento dei fatti. Il 16 gennaio del 2014 la Corte di Cassazione annullò la sentenza impugnata e dispose il rinvio alla Corte di Appello, Sezione Minorenni, di Reggio Calabria.

La triste vicenda, svoltasi ad Acquedolci , risale al febbraio del 2008. La  ragazzina nel periodo di carnevale,  in compagnia di un’amica, divenuta testimone chiave nel processo, conobbe una sera i suoi abusatori, tutti e 4 originari di Sant’Agata Militello, i quali la condussero con la scusa di una passeggiata  sulla spiaggia in prossimità del campo sportivo. In quel luogo si consumò la prima violenza di gruppo. A pochi giorni di distanza dal primo episodio, la quindicenne infatti subì una seconda violenza sessuale posta in essere congiuntamente dai 4 condannati nella villa comunale di Acquedolci, a cui ne seguirono tante altre.

La persona offesa riferì agli inquirenti di essere stata vittima di innumerevoli violenze, rapporti sessuali non consenzienti e “cose peggiori” sempre attuati con la forza dal branco ed avvenute in luoghi diversi del paese. Solo nell’aprile del 2009, accompagnata dai genitori, ebbe il coraggio, di sporgere denuncia agli agenti del commissariato di Polizia di Stato di Sant’Agata Militello e di sottoporsi nel locale presidio ospedaliero a visita ginecologica, dal cui esito emerse” imene lacerato da data non recente”.

La vittima ribadì i fatti subiti, nel corso dell’incidente probatorio reso dinanzi al giudice delle indagini preliminari e fu ritenuta pienamente attendibile, nonostante fosse affetta da disabilità intellettiva. I legali dei 4 giovani, non appena verranno depositati i motivi della decisione di secondo grado, proporranno ricorso per Cassazione.

 

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