punta del este

Da Sinagra a Treviso. 40enne arrestato. Serviva cocaina nel bancone del suo bar

Sinagra – Sgominata dai carabinieri di Castelfranco una banda che smerciava cocaina nel locale “La Punta del Este” a San Vito di Altivole.

In quattro sono  finiti in manette, ora agli arresti domiciliari. Si tratta di Luigi Cianciano, 40enne di Sinagra ma residente a Riese Pio X  e ritenuto la mente della banda: era lui a gestire, di fatto sia lo spaccio che il locale,  di proprietà di un cittadino rumeno estraneo ai fatti.

«Un autentico allarme sociale quel bar», dichiara il sindaco di Altivole, Sergio Baldin, «lo avevo fatto presente anche al tavolo per la sicurezza, sottolineando che era una delle cose che maggiormente preoccupavano nel territorio. Era chiaro che fosse ben altro che un luogo di schiamazzi fino a notte fonda con problemi che si possono intuire. Su questo siamo intervenuti con diverse ordinanze oltre che con sopralluoghi. Non posso che complimentarmi con i carabinieri per il lavoro svolto, augurando che adesso la magistratura vada fino in fondo». Inutile dire che la notizia della stretta della forze dell’ordine sulla Punta Del Este e sul suo gestore in ombra Luigi Cianciano è stata colta da più parti con un grosso sospiro di sollievo: chi ha avuto a che fare con proprietà e gestori parla di atteggiamenti sprezzanti e pretenziosi, non si facevano problemi anche ad arrivare ad esplicite minacce. «Il proprietario si faceva beffe di ogni cosa, come se potesse godere di una sorta di impunità», si racconta nella frazione altivolese, «tante volte abbiamo chiesto un intervento per limitare i rumori notturni e lo sfacelo che c’era dietro al locale a causa degli animali ospitati con odori sgradevoli e sporcizia varia ma finora non era successo nulla». Fino a un mese fa la gazzarra andava avanti fino quasi all’alba: musica ad alto volume, luci stroboscopiche, affollate grigliate da cui ci si poteva difendere solo tappandosi in casa con porte e finestre sbarrate. C’era molta paura ad affrontare la cosa proprio per l’atteggiamento del proprietario e dei suoi sodali: anche a Riese, dove abita, si sono registrati aspri contrasti con l’amministrazione comunale per diverbi nati dal suo carattere. Che dietro a tutto questo ci fosse ben altro, ovvero la droga, finora era solo un sospetto: ieri è arrivata la conferma, grazie al lungo lavoro di indagine svolto dai carabinieri.

Ai domiciliari  anche un 33enne, A.N., e un 30enne, F.A., entrambi sinagresi e anche loro residenti a Riese, ferraioli per alcune aziende edili della Castellana.  Agli arresti  anche per rumeno di 30 anni, I.I., residente ad Asolo: era lui a distribuire la cocaina dal bancone del locale  in cui lavorava.

Per altri quattro il gudice delle indagini preliminari ha ordinato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Raggiunti dal provvedimento un 30enne siciliano, A.A., e un 25enne, l’unico trevigiano del gruppo, entrambi di Loria oltre a  un 47enne marocchino e un siciliano di 28 anni al momento irreperibili.

Segnalati alla Prefettura come assuntori di droga  38 clienti che venivani riforniti

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