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Don Ciotti dal palco: “L’Italia ha bisogno di ponti che uniscono speranze”

Messina – La città dello stretto abbraccia i familiari di tutte le vittime della mafia. Con questa frase pronunciata al megafono è iniziata la XXI giornata di Libera ed il corteo è partito da Piazza Juvara. Mentre il corteo sfila e continuano ad arrivare partecipati da tutta l’Italia, vengono elencati al megafono i nomi delle vittime innocenti della mafia. Confermate le stime previste, circa ventimila persone stanno attraversando Messina in ricordo delle vittime di mafia. Nel campanile del Duomo svetta una frase: sì al Vangelo no alla mafia.

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Don Ciotti: “Il nostro Paese ha bisogno di ponti che uniscono le coscienze e le speranze, ponti per stare vicino a chi non si rassegna alla violenza mafiosa alla corruzione, agli abusi di potere. Non dobbiamo rassegnarci. Ponti verso quelle realtà che non si sono fatte impaurire, siamo qui per i familiari, siamo qui ed in 2000 luoghi. Ci avete chiesto in questi anni di dire no all’inganno della memoria di circostanza. Una memoria che si impegna a realizzare gli ideali per i quali quelle vittime sono vissute. Sono tutti morti per la democrazia, per il bene del nostro Paese, per la libertà. Migliaia di ragazzi sono qua per dimostrare da che parte si sta con bandiere sincere che facciamo sventolare per portare il nostro contributo. Abbiamo bisogno di una società che ci riconosce uguali. Tocca a noi stimolare il desiderio che nasce dalla crescita culturale. Non sono libere le persone vittime della povertà, dell’insicurezza. Non è libero chi è costretto al lavoro nero, chi vive schiacciato dalla paura, dalle guerre chi non si vede riconosciuto nella propria dignità. L’inclusione sta alla base della democrazia e allora sì che le mafie sono forti sono in grado di adattarsi e trasformarsi. Le mafie sono i parassiti di un sistema che distrugge la nostra società, son un corpo che noi stessi alimentiamo quando non denunciamo un sistema in cui si costringono le persone a vivere nella soglia di povertà, quando si respingono migliaia di migranti. Abbiate il coraggio di dire la verità, costi quel che costi. Trivellazioni, non sono questioni che riguardano gli orientamenti personali, ma il bene comune. La Costituzione è il primo atto antimafia, bisogna applicarla ed amarla. La mafia e la corruzione non troveranno mai spazio in una comunità solidale e unita. Dobbiamo dire no alla caduta delle coscienze. Oggi il pensiero va alle famiglie degli studenti morti in Catalogna nel progetto Erasmus. Li sentiamo vivi in questa piazza. Siamo preoccupati per la riforma del tribunale dei minori. Penso al tribunale dei minori di Reggio Calabria dove si cerca di offrire ai ragazzi alternative per uscire dal circuito dei mafiosi. Dobbiamo trovare una terza via per chi ha preso le distanze, per le persone pulite. Penso al coraggio delle mamme che si ribellano, penso alla confisca dei beni ed alle proposte per una migliore gestione dell’Agenzia nazionale. Faccio mio il ritornello dei ragazzi Agesci: “Affrontiamo con coraggio ogni salita dritti al futuro sulle strade della nostra vita”. Non prendiamo in giro i ragazzi, sono loro la speranza, il patrimonio che deve crescere. Il patrimonio dell’Italia onesta che non si limita a dire che le cose non vanno ma s’impegna a cambiarle. In tante carceri oggi hanno chiesto quest’elenco che abbiamo letto. Andiamo avanti”.

 

Fonte www.tempostretto.it

Foto 98zero.com

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