Ok

San Giuseppe e “i virgineddi a porti aperti”

Castel di Lucio – Chi ha “il voto” per San Giuseppe prepara il pranzo: pasta con fagioli, baccalà fritto, cardi fritti, finocchi selvatici, arance, pane e vino.

Se non lo fa un privato, ci pensa il pubblico. L’amministrazione comunale, per l’ottavo anni consecutivo, ha organizzato “i virginieddi” in onore di San Giuseppe. Alla preparazione e distribuzione del pranzo, partecipano dipendenti comunali e volontari, che accolgono tutti al centro polivalente. Prima di mangiare, però, la benedizione della “tavolata” da parte del parroco, don Carmelo Lipari. Le spese non graveranno sul bilancio comunale ma sono state sostenute interamente dagli amministratori. San Giuseppe, oltre ad essere patrono dei falegnami e degli artigiani, è anche il protettore delle orfani, delle ragazze nubili e dei poveri. Le celebrazioni religiose per il Patriarca Giuseppe si svolgono in tutta la Sicilia, la tradizione più importante della festa è il “banchetto”, chiamato in molti modi: cena, ammitu, artaru, tavulata. A San Giuseppe i castelluccesi rivolgono particolare devozione a tal punto che, sulla tavola viene collocata un’immagine del Santo e gli viene “riservato” un posto. Ancora oggi alcune famiglie organizzano il pranzo senza l’invito, cosiddetti “virgineddi a porti aperti”, a cui chiunque può partecipare, senza essere invitato. “Sono orgoglioso ed emozionato – dichiara l’assessore Nicolosi, organizzatore e curatore della manifestazione – ringrazio tutti coloro che contribuiscono a realizzare questo momento di devozione e socializzazione, è importante non far dimenticare chi siamo e da dove veniamo perché le tradizioni ci appartengono e non vanno perse”. La celebrazione del 19 Marzo risale alla fine del 1400. Agli inizi del 1600 San Giuseppe compare nel calendario romano universale e fino all’anno 1977 la data figurava tra le festività religiose nazionali.

Print Friendly

clean-service


mt-infissi


uniscuole

Articoli Correlati

Close