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“Poche speranze per rimediare al dissesto”

Naso – Un gruppo di cittadini di Maina, il consigliere di minoranza Sara Caliò ed il geometra Marcello Corrao si sono recati a Palermo presso il dipartimento di Protezione Civile per incontrare il responsabile Ingegner Calogero Foti ed avere delle delucidazioni in relazione alle soluzioni possibili ed applicabili per i dissesti che hanno colpito le contrade ed il centro storico di Naso.

La situazione è desolante secondo quanto descrive in una nota il consigliere Caliò. Bisogna attendere lo sblocco dei finanziamenti e redigere un progetto esecutivo che ad oggi non c’è per la vicenda che riguarda le contrade di Maina e Malò. Per il centro storico, si legge ancora nella nota, non esiste ad oggi nessun progetto e quindi non si può attingere a nessun finanziamento.

Di seguito la nota integrale a firma del consigliere Sara Caliò:

“Il dissesto idrogeologico che affligge il nostro territorio è una realtà che non può essere più procrastinata. Per questo motivo, nella giornata dell’8 marzo, mi sono recata, insieme a un gruppo di cittadini di Maina e al geometra Marcello Corrao, presso il Dipartimento di Protezione Civile di Palermo, per un incontro con l’Ing. Calogero Foti.

Purtroppo è emerso un quadro poco rassicurante.

Per quanto riguarda c/da Maina, l’inserimento nei fondi di finanziamento del Patto per il Sud faceva presagire la possibilità immediata dell’inizio dei lavori; ma in realtà così non è. Bisogna ancora attendere lo sblocco dei finanziamenti e redigere un progetto esecutivo che, ad oggi, a differenza di quanto è stato più volte annunciato, ancora non c’è.

Simile la situazione di c/da Malò.

Lo scenario si presenta  ancora più drammatico per il centro storico, dove , non essendoci ad oggi nessun tipo di progetto, non si può attingere a nessun finanziamento. Pertanto, gli oltre  3 milioni di euro che, sicuramente, non sono sufficienti a porre un blocco al dissesto, cosi come sostiene lo stesso Ing. Foti, ma che potrebbero essere utili per eseguire interventi tampone e cercare, quantomeno, di ridurre il rischio, continuano ad essere un miraggio. E in ogni caso, sarebbe anche questo  un intervento vano e inefficace se non si mette in campo un programma di investimenti che possa garantire  la messa in sicurezza di tutta l’area del centro storico che corre il rischio di cadere giù a valle.

Ahimè, quella frase ancora oggi diffusa “tanto qui non succede”, rappresenta quella  speranza che, nel corso degli anni, ha portato l’uomo ad instaurare un rapporto errato con la natura  ed è la stessa speranza che svanisce presto lasciando il posto a distruzione , rabbia e dolore.

Mi auguro, ancora una volta, che chi di competenza vigili costantemente, prenda coscienza dei propri doveri e si adoperi per il bene del nostro paese”.

Dott.ssa Sara Caliò

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