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“Dama Nera”: ai domiciliari l’imprenditore Giuseppe Ricciardello

Brolo – Arresti domiciliari per Giuseppe Ricciardello, classe 1947 di Brolo, noto imprenditore edile, padre dell’attuale sindaco del Comune Irene Ricciardello nell’ambito dell’inchiesta “Dama Nera2”.

Gli episodi corruttivi individuati nell’ambito dell’intera operazione sono risultati essere finalizzati a favorire l’aggiudicazione di gare d’appalto a determinate imprese, a velocizzare l’erogazione dei relativi pagamenti, a sbloccare i contenziosi in essere (ai sensi dell’art. 240 del D.Lgs. n.163/06, già art. 31 -bis della legge 109/94 – cd. Legge MERLONI), a consentire la disapplicazione di penali riguardanti l’esecuzione di pubbliche commesse, questo pare essere il capo di imputazione del Ricciardello e ad assicurare indebiti indennizzi in relazione a procedure di esproprio, ovvero ad agevolare l’ottenimento di fondi maggiorati illecitamente.

Dalle prime ore dell’alba, oltre 250 Finanzieri del Comando Provinciale di Roma stanno dando esecuzione a 19 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal GIP del Tribunale di Roma, nei confronti di dirigenti e funzionari di ANAS SPA ed imprenditori titolari di aziende appaltatrici di primarie opere pubbliche. Il provvedimento cautelare odierno è stato emesso dal competente Tribunale di Roma sulla scorta delle risultanze delle investigazioni esperite dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma – Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma.

E’ stata accertata la corresponsione, da parte degli imprenditori, di provviste e/o utilità corruttive, in favore dei dirigenti ANAS SPA e dei politici coinvolti, pari a circa 800.000 euro, sottoposti a sequestro con l’operazione odierna.
Le investigazioni hanno consentito di accertare, tra l’altro, come siano stati falsati importanti appalti pubblici: dall’itinerario basentano (compreso il raccordo autostradale SicignanoPotenza) alla SS 117 Centrale Sicula – quest’ultima cofinanziata dalla Regione Sicilia – entrambi aggiudicati nel 2014, alla SS 96 Barese e alla SS 268 del Vesuvio, arterie stradali aggiudicate nel 2012, arrivando sino a turbare la gara per la realizzazione della nuova sede ANAS di Campobasso, opera aggiudicata nel 2011 . In tale articolato illecito contesto, secondo ipotesi investigativa, il politico indagato, in virtù del ruolo istituzionale ricoperto, ha garantito al titolare di un’importante impresa la nomina di un presidente di gara “non ostile”, tant’è che – effettivamente – l’imprenditore si aggiudicava l’importante appalto in Sicilia.

Analogo ruolo di intermediazione è stato contestato ad un legale romano, oggi tratto in arresto, quale intermediario, per conto di un’azienda romana, nella corresponsione all’indagata ACCROGLIANO’ Antonella di una provvista corruttiva pari a euro 10.000 a fronte della facilitazione nell’erogazione di pagamenti, nonché per lo sblocco di contenziosi in essere con l’ANAS SPA. Emblematica la sintesi operata dal competente G.I.P. nel suo provvedimento: “un marciume diffuso all’interno di uno degli enti pubblici più in vista nel settore economico degli appalti”, reso ancora più “sconvolgente” dalla facilità di intervento del sodalizio per eliminare una penale, aumentare interessi e facilitare il pagamento di riserve, nonché, ancora più grave, far vincere un appalto ad una società “amica”, a discapito di altre risultate più meritevoli.

Sulla scorta dei consistenti elementi probatori raccolti, in data odierna, gli specialisti del G.I.C.O. hanno dato esecuzione ai seguenti provvedimenti emessi dal Tribunale e dalla Procura della Repubblica di Roma: l’ordinanza di custodia cautelare personale – in carcere ed agli arresti domiciliari, nei confronti di:

1. ACCROGLIANÒ Antonella – cl. 1961 – domiciliare;
2. BOSCO LO GIUDICE Concetto Albino – cl. 1963 – domiciliare;
3. CERASI Emiliano – cl. 1967 – domiciliare;
4. COLAFELICE Giuseppe – cl. 1958 – domiciliare – attualmente all’estero;
5. COSTANZO Francesco Domenico – cl. 1962 – domiciliare;
6. DE GROSSI Oreste – cl. 1956 – carcere;
7. FERRANTE Antonino – cl. 1961 – domiciliare;
8. LAGROTTERIA Sergio Serafino – cl. 1967 – carcere;
9. LOCONTE Vincenzo – cl. 1956 – domiciliare;
10. MISSERI Carmelo – cl. 1956 – domiciliare;
11. MUSENGA Andrea – cl. 1953 – domiciliare;
12. PARISE Elisabetta – cl. 1972 – domiciliare;
13. PARLATO Giovanni – cl. 1967 – carcere;
14. RICCIARDELLO Giuseppe – cl. 1947 – domiciliare;
15. ROSSI Vito – cl. 1950 – domiciliare;
16. SPINOSA Giovanni – cl. 1957 – domiciliare;
17. TARDITI Paolo – cl. 1957 – domiciliare;
18. VALENTE Antonio – cl. 1961 – domiciliare;
19. VITTADELLO Sergio – cl. 1937 – domiciliare,

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