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L’eredità di Campisi: inaugurato il Polo Culturale Polifunzionale di San Cataldo

Piraino – Ieri mattina alla presenza della Dott.ssa Michela Bellomo, funzionario dell’Assessorato Regionale alle Famiglie e Politiche Sociali del parrocco di Gliaca di Piraino, don Antonio Mancuso, del progettista e direttore dei lavori, arch. Piero Papa e della Giunta Pirainese è stato inaugurato il nuovo Polo Culturale Polifunzionale di San Cataldo. Da ieri, dunque, l’antica chiesetta di San Cataldo, situata sulla Via Nazionale della Frazione balneare di Gliaca di Piraino, ha riacquistato vita grazie a un finanziamento ottenuto nel 2012 dall’Amministrazione guidata dall’allora Sindaco Giancarlo Campisi.  La progettazione e la realizzazione di questo nuovo polo culturale affondano le radici in un intricato avvicendarsi di polemiche, che parecchi anni addietro coinvolsero l’allora opposizione. Il sindaco Campisi avviò ugualmente l’iter burocratico per l’ottenimento del finanziamento e oggi, difatti, le polemiche, rivelatesi inutili e dimenticate, hanno lasciato spazio ai festeggiamenti per l’ottenimento del traguardo fruibile da tutta la cittadinanza.

Il finanziamento grazie al quale è stata possibile la realizzazione dell’opera faceva parte del progetto Nebrodi Città aperta. Il progetto redatto dalla giunta di Giancarlo Campisi, Assessore ai lavori Pubblici dell’epoca l’Ing. Murizio Ruggeri, prevedeva la creazione di un polo culturale e polifunzionale con l’’intervento di riqualificazione e recupero della struttura esistente, della storica chiesetta di S. Cataldo di Gliaca di Piraino. Nel dettaglio, l’’intervento prevedeva i lavori di ristrutturazione e finitura della struttura esistente oltre all’’acquisto degli arredi e quanto si necessitava per la creazione di un  centro multimediale. L’importo dell’intervento finanziato è stato di 309.706,00.

Era un impegno che l’esecutivo di allora si era preso con i cittadini – afferma l’Ingegnere Maurizio Ruggeri – e che oggi ha visto la luce. Sono contento che alcuni feroci oppositori, all’epoca scandalizzati dal costo necessario a rimettere a nuovo l’immobile, oggi si siano ricreduti e abbiano sentito il bisogno di festeggiare il risultato raggiunto“.

L’opera nasce dalla chiesa di S. Cataldo, una chiesetta del XVIII secolo, giuspatronato della famiglia Benincasa e oggi proprietà del Comune. All’interno era custodita una tela raffigurante S. Cataldo e un prezioso reliquiario in argento dove era inciso il nome di S. Cataldo e la data 1781. Esisteva anche una piccola statua in gesso del Santo vescovo irlandese Cataldo utilizzata dai pescatori per la festa e la precessione del 10 maggio, ripristinata negli anni passati. Questa festa, infatti, si è realizzata fino alla metà del secolo scorso, come ricordano le persone più anziane, ed era caratteristica per i numerosi rami di alloro usati per gli addobbi.

 

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