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Il silenzio delle istituzioni. La dura denuncia del Consigliere Conti Mica

Tortorici – La situazione economica ed amministrativa del comune oricense è ormai arrivata ad uno stallo difficile da recuperare con un Consiglio che prende tempo con proposte “surreali” e un esecutivo che non intende prendere atto delle direttive imposte dalla Regione e dalla Corte dei Conti. A far da cornice alla situazione complicata del comune anche la nomina del revisore dei Conti. A denunciare il tutto è il consigliere Cinzia Conti Mica con una nota dettagliata e molto polemica che vi proponiamo integralmente di seguito:

“Dopo un poco di tempo mi ritrovo ad effettuare un comunicato stampa, o meglio un appello alle istituzioni (senza avere molte aspettative a riguardo) ed all’opinione pubblica (sperando sinceramente di muoverla a sdegno quanto basta da mettere alle strette le istituzioni lente e conniventi).

Riassumo quindi brevemente le ultime vicissitudini avvenute nel comune di Tortorici.

Non essendo stato approvato entro i termini di legge il bilancio di previsione del 2015 è stato nominato un commissario ad acta (Dott.ssa Leonelli) affinchè procedesse ad intimare al consiglio l’approvazione del bilancio ed eventualmente procedesse con gli atti consequenziali.

Dopo una riunione con il responsabile del settore finanziario, il revisore dei conti ed il segretario, il commissario prendeva atto dell’impossibilità di fare quadrare il bilancio e dell’esistenza di una proposta di delibera di giunta da parte del responsabile del settore finanziario riguardante la dichiarazione di dissesto del comune. Non rientrando tra gli ambiti del proprio mandato la dichiarazione di dissesto il commissario si impegna a relazionare all’Assessorato enti locali e termina il proprio mandato “dimenticandosi” di intimare alcunchè al consiglio……

La proposta di delibera di giunta riguardante il dissesto non viene neanche presa in considerazione dalla giunta e ritorna al responsabile del settore finanziario che provvede a proporne una ulteriore, uguale, alla giunta ed una, in seguito, al consiglio. Proposte mai nemmeno discusse…….

Nel frattempo, come se la situazione non fosse già palesemente tragica, arriva al comune una nota (prot. 783 del 19/01/2016) dell’Assessorato Enti locali che, facendo seguito alla precedente bocciatura del piano di riequilibrio da parte della Corte dei Conti, intima all’ente di procedere alla dichiarazione di dissesto entro trenta giorni. Inutile dire che tale intimazione non ha avuto seguito… La giunta e la maggioranza in consiglio hanno continuato a procedere come usualmente: ignorare la legge e prendere tempo con provvedimenti ed atti nel migliore dei casi illeciti e solitamente assurdi!

Alcuni esempi:

La giunta ha nominato un esperto (Dott. Paterniti M. Dario) per analizzare la situazione della bocciatura del piano di riequilibrio. L’esperto ha “tirato fuori il coniglio dal cappello” proponendo di ripresentare il piano di riequilibrio, in pratica ignorando e fregandosene totalmente l’ordinamento giuridico e contabile della Repubblica Italiana….

Il bilancio di previsione del 2015 è stato approvato a febbraio 2016 prevedendo la vendita di quasi tutti i beni immobili del comune, compresi i beni su cui grava uso civico che sono, notoriamente, inalienabili. Ancora non ho capito come si fà a febbraio 2016 a prevedere di vendere dei beni nel 2015….. (o meglio so benissimo che ciò è solo un trucco contabile per fare quadrare i numeri, ma anche se i numeri sulla carta quadrano i soldi delle vendite non ci sono ed i debiti aumentano)

Quelli riportati sono solo i casi più eclatanti e degni di nota… (sul fatto che nel piano triennale delle opere pubbliche fossero previsti interventi su beni che si prevedeva di vendere o sui soldi che si volevano dedicare all’elisuperficie crollata ci si potrebbe scrivere un romanzo horror….)

La cosa grave è che tutti gli atti vengono deliberati con tutti i pareri tecnici contrari(compreso quello del revisore dei conti), e quindi sia la giunta che i consiglieri che votano a favore sono consapevoli delle irregolarità presenti (i pareri infatti sono spesso dettagliati).

Chiaramente, nel rispetto del mandato affidatomi dai cittadini, anche se ormai rimasta sola all’interno del Consiglio, ho proceduto a comunicare dettagliatamente le irregolarità riscontrate (allegando tutti gli atti deliberati) all’Assessorato enti locali, al Ministero dell’Interno, alla Prefettura di Messina, alla Procura generale della corte dei conti, alla Procura regionale della corte dei conti, alla procura della Repubblica. Ad oggi nessuna risposta.

Nel frattempo all’Assessorato enti locali la procedura per il dissesto va avanti ma temo che le lungaggini burocratiche possano ritardare la procedura tanto da permettere ai responsabili di farla franca e da danneggiare irreversibilmente la cittadinanza oricense.

Non vi nego lo sdegno nel momento in cui giorno 8 marzo mi viene comunicata la convocazione del consiglio in seduta straordinaria ed urgente per il giorno dopo (altra prassi per non dare ai consiglieri scomodi il tempo di studiare bene le proposte all’ordine del giorno) con dei punti quantomeno assurdi.

Infatti il consiglio è chiamato a prendere atto di una comunicazione della corte dei conti a riguardo del bilancio consuntivo 2013 con la quale l’organo di controllo dice di voler fare un accertamento a riguardo. Tale comunicazione è di dicembre 2015 e viene portata in consiglio solo oggi: come mai ? Si volevano nascondere al consiglio le criticità esposte in modo che questi votasse le proposte presentate riguardanti piano di riequilibrio e bilancio?

Si deve inoltre votare a riguardo l’uscita del comune dalla famigerata ATO ME 1 SPA (in liquidazione) quando il recesso di un socio di una società in liquidazione è espressamente vietato sia dalla legge che nello specifico dallo statuto della società stessa. Ancora una volta il consiglio è chiamato a deliberare su un atto irregolare e senza alcun effetto.

Ma il colmo si raggiunge nel quinto punto all’ordine del giorno. Infatti in seguito alle dimissioni del revisore dei conti (come dargli torto….) si viene chiamati a votarne uno nuovo. Fin qui tutto regolare. Quando però tra le manifestazioni di disponibilità pervenute al comune si legge anche quella del Dott. Dario Paterniti M., ad oggi ricoprente l’incarico di esperto nominato dalla giunta per questioni riguardanti il piano di riequilibrio economico-finanziario qualcosa non torna…. Considerando che lo stesso Dott. Paterniti è pure candidato alle prossime elezioni nel comune di Capo d’Orlando non voglio nemmeno stare a considerare le eventuali manovre politiche dietro tale mossa……Ciò che è certo è che è quantomeno deontologicamente scorretto presentare la manifestazione di interesse alla carica di revisore dei conti in un comune nel quale si ha già un incarico come esperto contabile (anche se a titolo gratuito…. o forse il fatto che l’incarico era a titolo gratuito avrebbe dovuto far prevedere uno sviluppo simile?) Una altra possibile anomalia che riscontro è il fatto che proprio qualche giorno fa L’ARS ha approvato (finalmente) una legge secondo la quale la nomina del revisore dei conti deve essere sorteggiato tra i candidati e non più eletto dal consiglio…. Ma si arriva al culmine con il fatto che la domanda del Dott. Paterniti è stata presentata de giorni dopo la scadenza dei termini previsti dall’avviso pubblico delle candidature per gli interessati alla nomina!!

E’ chiaro che effettuerò tutte le denunzie del caso presso gli enti competenti (con il supporto dei miei legali) affinchè venga garantita la regolarità della nomina. Annuncio sin da ora che il futuro revisore dei conti non avrà vita facile.

Concludo sperando di essermi esposta chiaramente in modo da avere mosso ad indignazione quanta più gente possibile, iniziando seriamente a dubitare nelle istituzioni. Come è infatti possibile che all’amministrazione venga permesso di continuare ad ignorare le intimazioni delle istituzioni e degli organi di controllo semplicemente producendo atti senza alcun valore legale? Per quale motivo l’amministrazione può agire al di fuori della legge? I cittadini oricensi sono cittadini della Repubblica Italiana o sudditi di una tirannia burocratica connivente con l’amministrazione? Che senso hanno di esistere le leggi se sono solo a vantaggio e tutela dei potenti? Siamo in uno Stato di diritto o vale solo la legge del più forte come nella giungla? Se non intervengono gli organi di controllo a livello provinciale e regionale mi rivolgerò a quelli nazionali, ma se la situazione continuerà invariata, cosa dovrò fare? Evidentemente, in tal caso, gli organi di controllo eletti dai cittadini (come è il Consiglio) non hanno alcun potere nemmeno nel chiedere che venga rispettata la legge. Fate quindi le vostre considerazioni a riguardo”.

Cinzia Conti Mica

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