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Processo Camelot, la difesa richiede nullità intercettazioni. Rinvio al 18 marzo

Patti – Si è tenuta oggi l’udienza scaturita del processo scaturito dall’inchiesta denominata “Camelot” che, la mattina del 15 febbraio 2014, azzerò l’Ufficio Tecnico comunale di S.Agata Militello. Sono 17 gli imputati rinviati a giudizio, tra di loro anche il senatore ed ex sindaco Bruno Mancuso.

Il collegio era composto dal presidente Dottor Potestio e dai Giudici Vona e Torre. Dopo le eccezioni preliminari sollevate dai difensori degli imputati sull’inutilizzabilità e nullità delle intercettazioni e la discussione del Pubblico Ministero Dottoressa Raffa, il collegio ha rinviato al prossimo 18 marzo per decidere sulle eccezioni sollevatedai difensori degli imputati e sulla costituzione di parte civile della Signora Barbara Marino difesa dall’avvocato Sabrina Simone del foro di Locri. Il collegio ha inoltre fissato le date dell’8 aprile e del 13 maggio per il proseguo del processo.

Il processo vede 17 rinviati a giudizio e due prosciolti totalmente. Questa la decisione adottata, il 21 luglio 2015, dal Gup di Patti Ines Rigoli a conclusione dell’udienza preliminare relativa all’operazione “Camelot” scattata a S.Agata Militello il 15 febbraio 2014. Sono stati prosciolti interamente il deputato regionale e sindaco di Capri Leone Bernadette Grasso, che era stata accusata per un episodio di peculato e l’architetto santagatese Giuseppe Campisi. Proscioglimenti parziali per il senatore Bruno Mancuso, l’ingegnere Giuseppe Contiguglia, i funzionari comunali Giovanni Amantea e Maria Grazia Meli Bertolone ma questi quattro sono stati rinviati a giudizio. Confermata dal Gup l’associazione a delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico.

I rinviati a giudizio sono:

BRUNO MANCUSO- Senatore, in qualità di Sindaco, al tempo, di S.Agata Militello;

GIUSEPPE CONTIGUGLIA- Ingegnere, al tempo dirigente comunale dell’Intersettore strategia e sviluppo;

CALOGERO SILLA- Ingegnere, funzionario comunale;

ANTONINO NASO- Architetto, funzionario comunale;

CARMELO GAMBADAURO- Architetto, funzionario comunale;

MARIA GRAZIA MELI BERTOLONE- Collaboratrice amministrativa comunale.

I sei suddetti imputati sono quelli ai quali viene contestata anche l’associazione a delinquere finalizzata ai singoli reati contestati.

Quindi sono stati rinviati a giudizio per singoli reati:

FRANCESCO SPITALERI;

FRANCESCO ARMELI;

CARLO GIUFFRE’;

VINCENZO CORDONE;

MARIA TERESA GIULIANO;

EMANUELE GIUSTI;

BERNARDO PARATORE (ex assessore comunale);

GIOVANNI AMANTEA;

NATALE IANNAGGI;

BENEDETTO LA MACCHIA;

CONO GALIPO’, ingegnere di Capo d’Orlando.

Questi undici imputati sono tutti professionisti e tecnici esterni.

L’inchiesta, portata avanti dal Procuratore di Patti Rosa Raffa, verte sulla gestione della fase progettuale di alcune opere pubbliche a S.Agata Militello, scattò il 15 febbraio 2014 e venne eseguita dalla Squadra Mobile di Messina. Tra gli indagati iniziali il senatore Bruno Mancuso tirato in ballo nella sua qualità di sindaco di S.Agata al tempo dei fatti e l’on. Bernadette Grasso, sindaco di Capri Leone e deputato regionale di Forza Italia, accusata di peculato e, come detto, prosciolta. Secondo l’accusa, nelle sue funzioni di primo cittadino di Capri Leone, in quanto comune capofila per la realizzazione di una progettualità in partnership tra undici comuni nell’ambito del progetto “Nebrodi ospitalità diffusa”, il sindaco Grasso aveva emesso la determina sindacale con la quale venne conferito l’incarico a due professionisti, Carlo Giuffrè e Vincenzo Cordone, ai quali furono riconosciute competenze per 18.000 euro ciascuno, somme che non rientrerebbero nel quadro economico del progetto definitivo. Per lo stesso progetto “Ospitalità diffusa”, la cui fase infrastrutturale non ebbe comunque seguito e non fu finanziata, risultavano già indagati il Rup (Responsabile unico del procedimento) Francesco Spitaleri, Francesco Armeli e Sebastiano Liuzzo Scorpo. I tre sono accusati di aver trasferito nella progettualità in esame le modalità di gestione dell’appalto contestate all’ex dirigente dell’Area Strategia e sviluppo di S.Agata Militello, ingegnere Giuseppe Contiguglia, figura centrale dell’intero quadro accusatorio, tornato libero il 14 agosto 2014 dopo sei mesi agli arresti domiciliari e che ha poi vinto il ricorso, davanti al Giudice del Lavoro di Patti Mauro Mirenna, per essere riammesso in servizio all’Ufficio Tecnico comunale di S.Agata Militello. Tra i rinviati a giudizio il professionista Carlo Giuffrè, ex project manager del Pit 21 (accusato di turbativa d’asta nell’ambito della riqualificazione della villa “Falcone e Borsellino” di S.Agata), così come i tecnici Vincenzo Cordone, Maria Teresa Giuliano ed Emanuele Giusti. Ed ancora l’architetto ed ex assessore di S.Agata Bernardo Paratore (accusato di abuso e turbativa d’asta) sempre per il progetto della villa “Falcone e Borsellino”, medesime accuse per l’ingegnere e funzionario tecnico Giovanni Amantea. Prosciolto l’architetto Giuseppe Campisi (era stato accusato di truffa per i lavori della Casa anziani). Rinviati a giudizio Natale Iannaggi (accusato di turbativa d’asta nell’appalto per la realizzazione dell’elisuperificie), Benedetto La Macchia (accusato di abuso d’ufficio nel progetto di riqualificazione del Museo dei Nebrodi) e l’ingegnere di Capo d’Orlando Cono Galipò (accusato di turbativa, falso e tentata truffa per l’adeguamento della scuola elementare “Luigi Capuana”).

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