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Sigilli alla Pianeta Mare. La Polizia sequestra la società messinese – Il video

Messina – Ancora un duro colpo assestato agli investimenti patrimoniali della famiglia Bonaffini (clicca qui per vedere il video del sequestro). La Polizia di Stato ha eseguito stamani il decreto di sequestro preventivo della società “Pianeta Mare di Bonaffini Carmelo & C. S.A.S.”, emesso lo scorso 19 febbraio dal Tribunale di Messina – Misure di Prevenzione, su richiesta della locale DDA presso la Procura della Repubblica, che ha coordinato le indagini della Squadra Mobile.

I poliziotti hanno apposto poche ore fa i sigilli alla nota società ittica, nata nel 2013 ad appena un paio d’anni dal sequestro e successiva confisca della precedente società “Pescazzurra S.R.L.”.

Una nuova attività, la Pianeta Mare, nata per soppiantare la Pescazzurra s.r.l., nel commercio all’ingrosso e al dettaglio di pesce fresco e congelato, un settore in cui i proprietari dell’azienda hanno iniziato a muoversi sin dagli anni settanta, spostandosi solo successivamente nel settore dell’edilizia, dell’industria alberghiera e della ristorazione.

Un complesso patrimoniale, illecitamente accumulato e riconducibile a BONAFFINI Sarino, noto pregiudicato e personaggio di spicco nella realtà criminale locale, vicino al clan mafioso Mangialupi.

La nuova ditta, nel marzo del 2013, era solo una bottega: due luci e un deposito sul retro a Contesse in cui si era ricominciato a vendere pesce. Dopo appena qualche mese le indagini della Squadra Mobile permettevano di registrare l’acquisto di quattro furgoni per un valore di quasi 80.000 euro.

A giugno del 2013 la Pianeta Mare prendeva in locazione i locali di c.da Roccamotore. 472 mq, 2.500 euro di canone mensile. L’attività, ormai riavviata, nel corso del 2014 ampliava e proseguiva il commercio all’ingrosso di prodotti ittici e frutti di mare con nuovi punti vendita, l’acquisto di ulteriori mezzi e macchinari e l’apertura di uno stabilimento per la preparazione e successiva vendita di prodotti ittici e a base di pesce.

Gli accertamenti, effettuati mese dopo mese dalla Squadra Mobile, hanno ricostruito un quadro patrimoniale ed un incremento del volume d’affari per un valore del tutto sproporzionato al reddito dichiarato  e all’attività economica svolta, permettendo ancora una volta di aprire e fare luce su nuovo scenari riconducibili ad attività illecite a cui la società sequestrata serviva da finanziatore o canale di trasformazione e riciclaggio dei capitali accumulati illegalmente.

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