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Per protesta i convenzionati esterni della Sicilia chiuderanno i battenti a partire da Marzo

Per protestare contro i tagli della Sanità, i convenzionati esterni della Sicilia chiuderanno i battenti a partire dai primi giorni del mese di Marzo. Le problematiche del settore sanità, restano senza una soluzione come evidenziato nell’incontro dello scorso 17 febbraio dove il coordinamento sindacale è stato ricevuto in Commissione Sanità per discutere le gravi problematiche che azzerano la categoria. Nell’incontro palermitano si è parlato del decreto sugli aggregati di spesa 2015, che riducono le prestazioni-budget del 10-15%. Diversi onorevoli presenti, hanno espresso vicinanza alla categoria necessaria e indispensabile sul territorio e concordano che il clima di ostilità nei confronti di professionisti che lavorano per dare risposte in tempi rapidi ai 6 milioni di cittadini evitando loro lunghe liste d’attesa. Inevitabile l’argomento che tratta il decreto sulle appropriatezze emanato il 9 gennaio 2016 che riduce le prestazioni sanitarie di oltre il 50%, dove i rappresentanti di categoria hanno chiesto alla commissione sanità un intervento dato che la circolare emanata dall’assessore non chiarisce se il decreto sull’appropriatezza è sospeso, dato che l’ultimo paragrafo della circolare mandata alle aziende sanitarie genera confusione interpretativa. In merito, da evidenziare che la Commissione Sanità all’unanimità invita il governo ad attivarsi subito in tal senso. Una riunione che comunque non ha convinto i circa 1400 iscritti della categoria, che passano al contrattacco e convocano per il prossimo 27 febbraio a Caltanissetta alle ore 16.00 una manifestazione di tutti i convenzionati esterni della Sicilia, per decidere la chiusura totale delle strutture sanitarie sul territorio siciliano (si ipotizza dalla prima settimana del mese di marzo).

Come spiega Pietro Miraglia, Coordinatore per le sigle sindacali, “resteremo chiusi fino a quando l’assessore Baldo Gucciardi, deciderà di convocare seriamente un tavolo tecnico per discutere e risolvere tutte le problematiche della categoria. Problemi che se non risolti porteranno alla cancellazione della medicina del territorio, (al momento si offre assistenza sanitaria ll’85% della popolazione) con gravi danni agli utenti ma anche all’occupazione, dato che a casa resteranno circa 15 mila persone, attualmente impiegate nelle varie sedi dei convenzionati esterni. Daremo, conclude Miraglia, comunicazione delle nostre decisioni ai vari prefetti, ed andremo avanti con le nostre mobilitazioni”

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