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La morte di Totò Nobile e il dolore dei Nebrodi

Castel di Lucio – Il silenzio del dolore e la commozione del ricordo accompagnano i giorni dopo la morte di Salvatore Nobile sindaco di Castel di Lucio dal 1985 al 1990, per 18 anni segretario comunale a Pattineo, e capo della machina amministrativa anche di Scordi e Sant’Agata Militello. In centinai nella chiesa madre di Castel di Lucio hanno voluto esserci, per dedicargli una lacrima o una presenza. C’erano gli amministratori dei nebrodi, occidentali e non solo, sindaci, impiegati, politici, imprenditori, uomini e categorie per salutare uno dei grandi punti di riferimento di un intero territorio. “Ho avuto la fortuna di essere collaborato da lui per 8 otto anni – racconta l’ex sindaco di Pettineo Francesco Gentile – ne ho apprezzato qualità morali e doti professionali, serio, capace e preparato può essere definito certamente tra i più competenti segretari comunali di sempre. Voglio tributargli – continua Gentile – tutta la mia ammirazione, stima e gratitudine sicuro di essere fedele interprete dei sentimenti di tutta la comunità pettinese. Totò era affettuoso con gli amici, gentile con chi sbagliava, premuroso con i più deboli, gli sarò eternamente grato per tutto quello che mi ha dato ed insegnato. Ciao”. Totò Nobile ha saputo incrociare la dimensione pubblica con quella privata come ricorda il nipote Nino “è stato un esempio di vita, ho capito grazie a lui che non si può esercitare una professione, studiare, fare politica, o impegnarsi nel sociale, se non ci si mette amore, coraggio, generosità, competenza, stile, talento. Questa è la sua più grande eredità“.

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