Chiesa addobbata

Le “40 ore” custodite nella chiesa di San Carlo

Castel di Lucio – Una suggestione lunga 300 anni che mischia tradizione e fede. La Chiesa di San Carlo Borromeo, edificata agli inizi del 600, è la scrigno delle “quaranturi”, la pratica di adorazione Eucaristica in cui si prega ininterrottamente per 40 ore dalla domenica di carnevale al martedì successivo. La particolarità, come racconta Giuseppe Salerno, castelluccese innamorato del suo paese, è l’effetto cromatico creato dalle arance, utilizzate dai confrati della chiesa di San Carlo per decorare ed arricchire la volta a botte della chiesetta. Una tradizione, riportata anche nel volume della fondazione Federico II di Palermo “il cammino della passione”, un testo in cui sono raccolti itinerari religiosi della Sicilia. Si racconta che un uomo dopo aver ricevuto una grazia donò alla chiesa tutta la produzione di arance del suo giardino, le arance furono raccolte e legate a grappoli e trecce e fissate in strutture di ferro. «Una tradizione che deve essere, in ogni modo, preservata e mantenuta, in quanto espressione artistica, religiosa e culturale – afferma Mimmo Platia, membro del direttivo – tradizione che, da circa 300 anni, alimenta il senso di comunità che si riconoscersi nei suoi simboli e nei suoi valori spirituali in un momento forte e coinvolgente”.

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