giulio regeni

Una poesia su Giulio Regeni, ultimo lavoro di Torres La Torre

Capo d’Orlando – Il poeta e scrittore Giovani Torres La Torre ci ha ormai abituati come l’attualità più stretta, e spesso più drammatica, possa essere raccontata e ricordata con versi meravigliosi. Vi proponiamo, di seguito, l’ultimo componimento del poeta orlandino dedicato proprio alla figura di Giulio Regeni, il giovane studente italiano assassinato in Egitto la scorsa settimana e riportato in Italia soltanto qualche giorno fa. Sulla sua morte ancora tanti i misteri da risolvere.

IN MORTE DOLOROSA DI GIULIO REGENI

(di Giovanni Torres La Torre)

1

Ci saranno altre occasioni

quando vorrai ancora una volta

parlare della vita di questo tempo,

dei tuoi sogni,

dei laghi delle montagne dei fiumi

lasciati come orme di dolorosi e felici sentimenti

di un giorno qualunque,

rimpianti di un solo momento

o lunghi incanti di amori lontani:

uno spazio semplice del giorno e dell’anima

che si dilatano ed altri mondi

per incontrare strade nuove

lasciando bordi di alberi e falci,

sentinelle di nidi a merli di castelli

e fiabe e principesse di paesi abbandonati.

 

II

Ci saranno ancora altre notti

per guardare la luna

sorgere nel mito di un amore e le stelle,

amiche dei labirinti brillare parole tra compagni mai stanchi

che inseguono le scie morenti del firmamento

quando precipitano in luoghi incerti

e lasciano del loro cammino

frammenti di lampadari.

Le pietre delle case perdono i loro profili

nella polvere delle macerie

e il nulla pesa come macigni

ai bordi delle strade

tra divinità macchiate di sangue

negli scassi definitivi concimati dalla carne

ove tra arbusti il ragno tesserà

la perfetta bellezza della sua fuliggine

e trame antiche di tele, misure perfette

di geometria e matematica degli antichi egizi.

 

III

È tutto nelle mani di una magia

— certificata all’anagrafe col nome di Memoria —

che ha preso ora per mano anche il tuo nome

vergato nel compimento improvviso della vita

col tuo inchiostro ancora fresco

alle pagine de il Manifesto,

al libro che non hai finito di scrivere

ma già rassicurante della sua presenza,

una voce amica che spaventa i gendarmi del tiranno

e che ora veglia, dolente, il suo sonno

col pianto della voce che accarezza

le ferite tormentate per strapparti l’agonia

nell’ultima stanza della vita breve

recisa in basso stelo.

 

IV

Per seguirti con un fiore

nel viaggio che compirai per motivi di memoria

è l’unica strada che sappiamo percorrere:

il dolore ci sorprende

nel corteo di vecchi compagni giunti da lontano

per leggere parole memorabili

— è l’alba – e rumori che si svegliano

nel gelo cristallino di straccetti di miele,

nel silenzio della musica

e di qualche libro di poesia

che giace, superstite al massacro,

nel grembo doloroso della soffitta,

edizione ingiallita che sigilla

fragili ali di farfalla

che si spezzano nella fatica di librarsi

nella prima luce sui profili delle colline.

Nelle pagine di un’altra storia

in un altro chiarore di incerti lumini

resiste nella voce la parola di Gramsci,

anch’essa strappata a punte di forbici

nel taglio al melograno di frutti eterni.

Ancora una volta, i sentimenti e la storia

si reggono l’un l’altro come anelli di una catena.

 

Capo d’Orlando, 6-7 Febbraio 2016

 

www.giovannitorreslatorre.it

giovannitorreslatorre@gmail.com

 

 

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