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Dal gran carnevale del passato a quello presente

S.Stefano – C’era una volta il carnevale delle maschere, delle sorprese, dell’ironia e della condivisione. Oggi con le casse vuote e la pigrizia dei giovani tutto appare più “piccino” ma nella città delle ceramiche nessuno tocchi il carnevale. La storica kermesse, che ha avuto ed ha tanto da raccontare, nonostante poco tempo e pochi soldi continua ad animare un intero comprensorio con le sue tradizioni in cui divertimento, cultura, dedizione, creatività e vivacità si mixano. Culla dell’allegria ancora una volta la società operaia di mutuo soccorso, che con i suoi 150 anni di storia è da sempre al timone della festa. Ai membri del consiglio spetta eleggere la miss, premiare il gruppo più simpatico e la maschera più elegante, con il gran buffet “Belvedere” per i brinidis d’occasione. Niente carri allegorici ma solo splendidi abiti sartoriali in questa edizione 2016. Si ballerà nei locali della società operaia e nel salone di palazzo Armao, domenica la grande sfilata per le vie cittadine con premi e targhe di partecipazione. Il carnevale è nell’anima di S.Stefano, memoria e ricchezza collettiva ma anche evoluzione e cambiamento. Ecco perché non poche polemiche ha suscitato la paventata organizzazione di una “fiera” espositiva in concomitanza con i festeggiamenti. Tutto rinviato a marzo, ma solo per problemi organizzativi precisa l’assessore allo spettacolo Alessandro Amoroso che sta lavorando per aumentare l’appeal dell’evento carnevale, fino a farne una leva per moltiplicare il flusso di visitatori in arrivo.

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