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Amministrative. Come si vota? Cosa è cambiato? Quali rischi di annullamento?

Capo d’Orlando – Le prossime elezioni amministrative che riguarderanno numerosi comuni siciliani per il rinnovo di Sindaco e Consiglio Comunale sono armai alle porte con tutte le novità introdotte nella nuova legge elettorale in Sicilia entrata in vigore nell’aprile del 2011.

In effetti si sono già svolte elezioni con questo nuovo sistema ed infatti le sorprese non sono mancate. Ma come si voterà? Cosa è cambiato rispetto alle elezioni, per esempio, del 2011 a Capo d’Orlando e Patti? Ma soprattutto quali sono i rischi e le motivazioni che possono portare all’annullamento della preferenza?

Andiamo con ordine. Partiamo con il concetto forse più importante, oltre la preferenza di genere, introdotto da questa nuova legge elettorale. Si tratta di elezioni che riguardano principalmente l’elezione confermativa del Sindaco. Infatti per i comuni tra i 10mila ed i 15 mila abitanti, Capo d’Orlando e Patti rientrano in questa fascia, la sostanziale novità è rappresentata dal fatto che il voto espresso dall’elettore per la lista dei candidati al consiglio comunale non si estende al candidato sindaco cui la stessa è collegata e viceversa (il cosiddetto effetto di trascinamento ).

Ciò comporta che l’elettore deve manifestare il proprio voto in maniera inequivocabile, tracciando un segno all’interno del rettangolo ove è scritto il cognome del candidato sindaco preferito e/o sul simbolo della lista da esso prescelta e/o esprimendo la preferenza scrivendo, nell’apposito spazio, il cognome del candidato al consiglio comunale. Viene lasciata inalterata la possibilità dell’elettore di esprimere la preferenza per un candidato sindaco e per una lista ad esso non collegata (cosiddetto voto disgiunto).

L’elettore, quindi, ha le seguenti possibilità di esprimere le proprie preferenze:

  1. apporre un segno solo per un candidato alla carica di sindaco; in questo caso il voto espresso vale in favore del candidato alla carica di sindaco e non anche per la lista ad esso collegata;
  2. apporre un segno solo sul simbolo di una lista; in questo caso il voto espresso vale in favore della lista e non anche per il candidato sindaco ad essa collegato;
  3. apporre un segno per il candidato alla carica di sindaco ed un altro segno sul simbolo di una lista che sia o meno collegata al candidato sindaco; in questo caso il voto così espresso vale in favore del candidato sindaco e per la lista scelta dall’elettore che sia o meno collegata al candidato sindaco prescelto.

La preferenza verso una delle liste concorrenti può anche essere espressa dall’elettore scrivendo, nell’apposito rettangolo, il cognome di un candidato al consiglio comunale appartenente alla stessa lista, senza necessità in questa ipotesi di tracciare anche un segno sul simbolo della lista.

Altra importante novità con la nuova legge elettorale è rappresentata dalla preferenza di genere. Nel caso di espressione di due preferenze, una deve riguardare un candidato di genere maschile e l’altra un candidato di genere femminile della stessa lista, pena la nullità della seconda preferenza nel caso in cui i candidati votati appartengano allo stesso genere.

La preferenza verso una delle liste che concorrono alla competizione può anche essere espressa dall’elettore scrivendo il nome ed il cognome o solo quest’ultimo, sulle apposite righe poste a fianco del contrassegno, di uno o due candidati al consiglio comunale appartenenti alla stessa lista, una di genere maschile e l’altra di genere femminile, pena la nullità della seconda preferenza, senza necessità, in questa ipotesi, di tracciare un segno sul simbolo della lista.

Se da un lato viene garantita la “quota rosa” dall’altro il rischio di “voti segnati” si eleva. Si perché votare due consiglieri uomini, per esempio, annulla soltanto la seconda preferenza ma rimane garantita sia la prima che l’eventuale voto al Sindaco. Attenzione però. Il presidente di seggio può annullare le schede che palesano un segno distintivo di “voto segnato”in fase di scrutinio.

Altro aspetto importante variato rispetto alle passate elezioni è la mancanza del ballottaggio per l’elezione del Sindaco, a meno che due candidati non prendano lo stesso numero di voti, allora in quel caso si dovrà procedere con il ballottaggio e se la parità dovesse ancora persistere allora verrà nominato Sindaco il più anziano.

L’attribuzione dei seggi al consiglio comunale verrà determinata utilizzando sempre il metodo cosiddetto D’Hondt. Il premio di maggioranza è assegnato al sindaco eletto alle seguenti condizioni:

  1. che nessuna altra lista o gruppo di liste, non collegate al sindaco eletto, abbia raggiunto il 50% + l dei voti validamente espressi (numero dei votanti meno il numero delle schede bianche e nulle);
  2. che la lista o il gruppo di liste collegate al sindaco eletto abbia raggiunto almeno il 40% dei voti validi;  in consiglio verrà assegnato alla lista che avrà ottenuto il maggior numero di voti indistintamente se collegata o meno al sindaco eletto.

In ogni caso i consiglieri che siederanno sui banchi dell’aula saranno 16 e non 20 come nelle passate elezioni. All’attribuzione dei seggi non concorrono le liste che non hanno raggiunto almeno il 5% del totale dei voti validi espressi.

Ultima novità, ma non meno importante, è rappresentata dalla composizione della giunta. Intanto saranno sempre 4 gli assessori che il Sindaco potrà designare ma a condizione che almeno uno sia di “genere” diverso. Inoltre oggi il designato assessore potrà anche mantenere la carica di consigliere comunale se eletto. Non è infatti più obbligatorio doversi dimettere per incompatibilità.

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