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Annalisa Germanà: “Ecco perché mi candido a sindaco”

Capo d’Orlando – In vista delle prossime elezioni amministrative continuiamo il nostro viaggio tra i candidati sia a Sindaco che al Consiglio Comunale. Dopo aver sentito Franco Ingrillì, Gaetano Sanfilippo ed Aldo Sergio Leggio oggi è la volta del candidato a Sindaco Annalisa Germanà.

Cosa l’ha spinta a candidarsi a Sindaco per le prossime elezioni essendo ancora capogruppo di maggioranza?
“All’interno della maggioranza ho sempre cercato comunque di portare avanti un’idea di fare politica un po’ diversa da quella che ci viene sottoposta perché concretamente ritengo di poter raggiungere gli obiettivi anche in modo diverso. Non necessariamente “stressante” come viene fatto da questa amministrazione. Ho cercato fino alla fine di potermi confrontare rispetto alle scelte fatte anche opponendomi e proponendo soluzioni diverse. Mi sono però resa conto che c’era una sostanziale divergenza di vedute e di linguaggio tra me e l’attuale Sindaco e ovviamente anche rispetto a coloro a lui più vicino. Questa distanza è diventata sempre maggiore e incolmabile nella misura in cui si è preteso anche da me di condividere scelte inaccettabili. Ho offerto soluzioni alternative anche se all’esterno sembra non siano emerse. Ho cercato sino all’ultimo di incidere dall’interno a difesa degli interessi della collettività, come in occasione della vendita della Casa Albergo degli Anziani che credo sia stata venduta per una cifra troppo bassa”.

Eppure poteva rappresentare la continuità dell’attuale amministrazione come candidato a Sindaco. Perché non è stato così?
“Obiettivamente poteva anche non essere impossibile. Però ad esempio, il comportamento della maggioranza sul consiglio comunale relativo al punto sulla casa albergo anziani, ha dimostrato un grandissimo disagio: per ben due volte in aula si sono presentati solo sei dei dodici consiglieri di maggioranza e ciò nonostante il Sindaco avesse minacciato le dimissioni. Fossi stata al posto dell’opposizione consiliare, non mi sarei fatta scappare l’occasione di poter rivendicare le dimissioni di un sindaco ormai in minoranza e soprattutto di vedere respinta una proposta della amministrazione. Di fronte a questo disagio della maggioranza sono portata a credere che alcuni degli appartenenti si sono posti il mio stesso problema e quindi posso concludere di non essere proprio sola. Per esempio anche il collega Pablo Magistro ha condiviso la posizione di dissenso a viso aperto, gli altri, al contrario, hanno preferito non presentarsi. Obiettivamente è difficile da pensare che sarei potuta essere una prosecuzione perché non condivido questo metodo di amministrare”.

Chi sosterrà la sua candidatura? Ci saranno attuali consiglieri comunali?
“Ufficializzerò presto simbolo e nomi. Per quanto riguarda la coalizione che appoggia la mia candidatura la compagine è costituita di elementi nuovi e questo non vuole dire sconosciuti, ma cittadini che vogliono impegnarsi nella politica attiva cercando di dare un contributo nell’ottica di un vero rinnovamento. Sono abituata per indole ed educazione politica ad essere affidabile e quindi nel momento in cui si sostiene con forza l’idea del cambiamento è evidente che tale deve essere nei fatti. Non è possibile ovviamente spacciarsi per nuovi quando i componenti delle liste nuovi non sono e soprattutto incarnano un modo di fare politica che più vecchia non si può. Il ristagno non ha mai portato nulla di buono, è sintomo di asfissia, di qualcosa che non cresce e quindi non giova perché non è indice di futuro”.

Quali i punti del suo programma?
“Obiettivamente credo che Capo d’Orlando in questo momento sia come una donna che mette in viso il cerone e quando passa il dito spuntano le macchie. Intendo dire che ci sono priorità decisamente importanti che non sono state trattate e addirittura vengono oscurate da altre iniziative, per carità significative, ma non certamente fondamentali per la comunità. Bisogna dare priorità a quelle situazione che realmente sono importanti al di là dell’apparenza”.

Che campagna elettorale si aspetta?
“In primo luogo sto vedendo un atteggiamento di morboso attaccamento da parte di chi da 20 anni è al Comune e non intende farsi da parte e continua spasmodicamente a voler rimanere dentro i meccanismi con un atteggiamento di “verghiana” memoria. Senza minimamente preoccuparsi di lasciare un’idea, un progetto e che questo venga coltivato, condiviso e portato avanti da altri che soprattutto per età anagrafica sono più vicini ai nostri tempi. Anche il Sindaco inspiegabilmente sta assumendo un atteggiamento su cui esprimo perplessità: infatti dopo il tempo trascorso rivestendo la massima carica del paese, piuttosto che ringraziare la cittadinanza che gli ha consentito di stare tutto questo tempo alla sua guida e di aver inciso nel suo tessuto socio economico, continua la ricerca spasmodica di mantenere il controllo politico amministrativo del paese e in questa campagna elettorale è di tutta evidenza. E’ chiaro che dietro la candidatura di Ingrillì c’è la presenza ingombrante del Sindaco. Una esigenza di mantenere il dominio e mi chiedo perché? Perché chi ha governato 20 anni non sente l’esigenza di dire basta, ho dato, ho fatto come farebbe qualsiasi persona normale e disinteressata ? Quibni bisogna dare spazio a persone veramente nuove e su questo principio sarà improntata la mia campagna elettorale”.

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