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Intervista a Lunetta Savino: “Sarò la madre di Peppino Impastato nella prossima serie”

Capo d’Orlando – Altro grande nome del teatro, del cinema e della televisione italiana ieri sera in scena al Rosso di San Secondo per la rassegna “Capo d’Orlando Theater”. Lunetta Savino è stata infatti la protagonista dello spettacolo “Grand Guignol all’italiana” scritto da Vittorio Franceschi con la regia di Alessandro D’Alatri. Figure che sembrano uscite da un incubo: sghembe, difficili, grottesche. Eppure nitide e reali che descrivono un’Italia basata sull’ignoranza, sul razzismo, sull’omofobia. Personaggi esposti all’ironia e allo “sberleffo” di chi spesso giudica, commenta e si indigna. Abbiamo incontrato la protagonista Lunetta Savino poco prima dello spettacolo che si è concessa cordialmente ad una nostra intervista che potrete ascoltare integralmente su Radio DOC questa mattina.

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Una scommessa il testo di “Grand Guignol all’italiana” che disegna un’Italia basata sull’ignoranza.

“Si, sull’ignoranza, sull’omofobia, la violenza, il razzismo che non ci fanno piacere. Il teatro ogni tanto mette in scena questi temi per far in modo che la gente o si rispecchia o ritrovi tipologie umane che tristemente conoscono ma lo si fa con il garbo e l’ironia della penna di Vittorio Franceschi che ha descritto tutto questo mettendo insieme una commedia dove si ride molto di questi tipi.

I suoi personaggi televisivi sono difficili da dimenticare ed il teatro come fuga?

“Vengo dal teatro e continuo a farlo anche mentre faccio televisione. Anzi grazie alla tv perché a quella popolarità ho ripreso il teatro da protagonista. Le cose si sono sempre mescolate e non viene prima uno e poi l’altro anche se il teatro rimane la mia scelta principale ma poi la televisione mi è stata di grande aiuto anche perché faccio ciò che è scritto bene e faccio solo il mio mestiere di attrice”.

Sempre un fascino diverso il palcoscenico teatrale?

“Per me si perché mi costringe a fare tournè come questa dove faccio più di 300 km al giorno e sono stanca. Ma anche questo fa parte della scelta di fare teatro e l’jho fatta dall’inizio”.

Ci sono personaggi che le sono rimasti impressi?

“I personaggi che mi sono rimasti più nel cuore sono quelli che mi hanno restituito l’affetto e la stima del pubblico. Ovviamente “Cettina” di “Un medico in famiglia” o “Il figlio della luna”. Tanti spettacoli ed in realtà non potrei dirne uno in particolare. E’ l’insieme di questi personaggi diversi uno dall’altro come il prossimo su Peppino Impastato dove interpreto la madre Felicia. Non so quando si vedrà ma ne sono molto fiera e ci tengo moltissimo”.

Non ha mai fatto mistero della sua posizione politica. Questa commedia traccia una via d’uscita dallo stato attuale?

“Il personaggio di Esterina all’interno di questa commedia in cui lei è circondata da bruti e tipi piuttosto strani è la classica sognatrice un po’ fuori dal mondo che alla fine fa una scelta abbastanza particolare che non voglio anticipare. Una sua battuta è “Fare il bene facendo il vuoto” rappresenta una scelta molto difficile ma lascia aperta una piccola fiammella di speranza. Certo si tenta a rifugiarsi all’interno della follia come se nel mondo reale è difficile trovare soluzione ma io questo come Lunetta onestamente non lo credo”.

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